16/11/2009 19.07.55
Napoli, 16 nov. - (Adnkronos) - Un orientale e' stato ucciso la scorsa notte a coltellate a Napoli. Il cadavere e' stato trovato dalla polizia nell'andone di un palazzo situato al Corso Arnaldo Lucci, che si trova in una zona centrale della citta', a poca distanza dalla stazione ferroviaria.
07/11/2009 14.27.43
NAPOLI (7 novembre) - Settanta euro. È il valore del finto Rolex rapinato, con tanto di pistola puntata alla testa, ad un australiano affrontato mentre, con la propria moglie, mangiava tranquillamente una margherita in una pizzeria di piazza Sannazaro. È accaduto l’altro giorno.
I banditi, sfatando l’opinione secondo cui i «rapinarolex» napoletani sono i più bravi «riconoscitori» di orologi veri da quelli contraffatti, hanno seguito la coppia di stranieri, ritenendo che al polso dell’uomo ci fosse il prezioso oggetto. I due malviventi sembra abbiano atteso che i due australiani prendessero posto a ristorante, poi, incuranti della presenza di altri avventori, camerieri e titolari del locale hanno fatto irruzione nel locale puntando direttamente al tavolo dove era seduta la loro preda.
24/10/2009 20.26.03
ultimo aggiornamento: 24 ottobre, ore 20:14 Londra - (Adnkronos) - Sono state gettate dal molo dove il transatlantico partì per il suo viaggio inaugurale. La britannica Millvina Dean, che all'epoca del naufragio nell'Atlantico aveva solo 9 settimane, è morta a 97 anni
23/10/2009 17.22.18
Una busta. Un proiettile di kalashnikov. E una lettera con scritte intimidatorie. Il tutto recapitato al giornalista Carlo Tarallo, portavoce del sindaco di Portici Enzo Cuomo. La minaccia appare chiara su un foglio di carta: "Questo è quello vero, digli a Enzo che gli vogliamo bene. Tu fai il bravo". Per la lettera di minacce Tarallo ha presentato una denuncia al Commissariato di polizia di Portici. Il sindaco di Portici Cuomo è stato rieletto a giugno scorso ed ha messo in atto una serie di interventi contro la criminalità, tra cui uno sportello antiracket. E' il motivo per cui arrivano queste minacce? Forse. In ogni caso la polizia sta cercando di capire chi manda queste lettere e per quali finalità.
22/10/2009 13.55.59
Roma, 22 ott. - (Adnkronos) - E' gia' in pieno svolgimento l'inchiesta aperta ieri dalla Procura di Roma in seguito alle minacce di morte fatte a Silvio Berlusconi da 4 gruppi tramite Facebook. Il procuratore aggiunto Nello Rossi ha dato incarico alla polizia postale di provvedere ad inoltrare in California, a Palo Alto, al 'social network' di provvedere all'oscuramento dei settori occupati dai 4 gruppi e anche di raccogliere tutti i dati relativi ai componenti di queste formazioni e di farsi consegnare tutta la documentazione necessaria per far si' che vengano bloccate le minacce. Se le risposte saranno rapide il procedimento potra' poi andare avanti secondo la normale prassi.
UNA GIORNATA DI RIFLESSIONE,ASCOLTO E CONCENTRAZIONE. "LEGGO SAVIANO" HA CREATO UN BEL MOMENTO DI PARTECIPAZIONE COLLETTIVA
LEGGO SAVIANO
sabato 25 ottobre 2008
Si e’ conclusa la prima lettura corale,a Napoli,"Leggo Saviano".
La nostra impressione è che tutto si sia svolto come avevamo sperato:una partecipazione notevole,un’ atmosfera in cui sono stati protagonisti concentrazione,attenzione e riflessione,nessun protagonismo, un vero e proprio "rito civile" come lo ha definito Daniela Lepore.
Se dovessimo indicare,ovviamente a nostro avviso, i 3 aspetti che riteniamo maggiormente positivi opteremmo per:
1/ Chi ha partecipato ha percepito nettamente la volonta’ della mancanza di un soggetto promotore e organizzatore e lo sforzo che è stato fatto affinche’il tutto fosse generato semplicemente dalla voglia dei cittadini napoletani di vivere questo momento collettivo per esprimere solidarieta’allo scrittore Saviano e per cogliere l’occasione di un momento di riflessione piu’profondo,che andasse al di la’ della lettura e dell’ascolto della pagina di un libro.Sarebbe veramente utile per tutti avere maggiori occasioni come questa, ben diversa dal convegno rituale dove paradossalmente ci si sente molto meno protagonisti e soprattutto non si ha l’occcasione di poter riflettere e concentrarsi.
2/La decisione spontanea delle istituzioni locali di non invadere il campo deve essere accolta con molta soddisfazione in una citta’ dove,purtroppo,occasioni come questa sono state spesso occasione di un "protagonismo istituzionale" che trova in questi momenti una vetrina mediatica capace di far passare "meriti immeritati" per compensare l’incapacita’ di trasmettere "risultati" concreti frutto appunto del lavoro istituzionale.
E’un grande risultato che i cittadini e le tante associazioni civiche che si stanno impegnando in questi anni hanno ottenuto.Risultato che dipende sicuramente dalla sensibilita’di quei rappresentanti istituzionali che hanno voluto l’iniziativa ma capito che questa volta,grazie alla oramai consolidata voce della societa’ civile ( voce che oggi "corre" soprattutto attraverso la rete e che si diffonde) non sarebbe stato possibile procedere in modo diverso.Altrimenti avrebbero determinato un’immediata reazione perche’il livello di "intolleranza" verso le istituzioni locali ha superato da tempo il limite di soppartazione.Le istituzioni,come tanti cittadini,hanno ascoltato.In silenzio.
3/Qualcuno ha obiettato che alcune voci dei rappresentanti della vita quotidiana ( cultura,media,sport,spettacolo,economia,professioni)abbiano tolto spazio al "cittadino". A nostro avviso questo non è sucesso perche’ c’e’stata un’alternanza di uomini e donne di tutti i settori e le fasce sociali.E’molto importante che si possano fondere le presenze di rappresentanti e rappresentati, perche’ facilita il conoscersi e avvicinare coloro che a volte si allontano dalla "moltitudine" anche per responsabilita’ della stessa "moltitudine"restia a partecipare.
Si,siamo soddisfatti.Anche perche’ e’ stata annunciata gia’ la seconda tappa di questo percorso che raggiunge il suo scopo solo se riuscira’ a snodarsi,da subito, nelle periferie e nelle scuole.
Sappiamo perfettamente che la lotta alla criminalita’ necessita di azioni e interventi che non certo si possono sostituire con iniziative come questa.
Chi segue questo sito ,sa che le proposte su questo versante sono continue e puntuali.
Ma a nostro avviso e’ fondamentale che ,come sempre, tali proposte vengano portate avanti da uomini e donne capaci di valutare l’importanza della lettura,dell’ascolto e dello stare insieme senza protagonismi.Quello che è avvenuto ieri. SERGIO FEDELE .............................................................................. RIPORTIAMO I COMMENTI DI DANIELA LEPORE,FRANCESCO IACOTUCCI,CLAUDIO VELARDI.
............................................................................. DANIELA LEPORE: "Tutti quelli che conosco o sono morti o sono in galera. Io voglio diventare un boss. Voglio avere supermercati, negozi, fabbriche, voglio avere donne. Voglio tre macchine, voglio che quando entro in un negozio mi devono rispettare, voglio avere magazzini in tutto il mondo. E poi voglio morire. Ma come muore uno vero, uno che comanda veramente. Voglio morire ammazzato”.
E’ la citazione a memoria della lettera di un ragazzino in carcere, capitolo sulla guerra di Secondigliano, pagina 129. E’ qui che abbiamo interrotto, un po’ dopo le 9 di ieri sera, e alla prossima puntata si potrebbe ricominciare da qui.
Si può certamente dire che promotori e organizzatori sono soddisfatti di come è andata la prima puntata. Magari variamente soddisfatti, come al solito, però si potrebbe provare a uscire definitivamente dalle dietrologie e dire senza distinguo che il rito civile c’è stato, ed è stato bello e sobrio, vip o non vip, gente di Chiaia e non. Soprattutto — come mi faceva notare l’amica che si è occupata di mettere i segnetti rosa nel libro che poi è passato di mano in mano — sembrava di vedere (sentire) che chi è venuto e ha letto la sua pagina (a volte non avendolo deciso in anticipo) poi è uscito … soddisfatto; “che poi è la cosa più importante”, diceva lei. E lo penso anche io.
Poi possiamo continuare a ragionarci (io lo farò). E a lavorarci. C’è l’appuntamento di Miano per il 31 ottobre, organizzato dai frati del convento francescano (uno dei quali legge nell’immagine), c’è la lettura che inizia da domani (domenica 26) a Chiaiano (come nel comunicato stampa nel commento al post qui sotto), c’è una ragazza di Avellino che ci ha contattato per organizzare una lettura nella sua città, c’è una collega di università che ieri sera si chiedeva se organizzare una lettura in facoltà, e spero che ci siano altri gruppi e persone cui sia venuta la voglia di organizzarsi e oranizzare. Mi pare di poter dire pure che alcuni dei cosiddetti vip (ma pure su questa definizione poi un giorno si potrebbe iniziare un ragionamento) sarebbero disponibili a dare una mano pure per altre occasioni. Ho sentito con le mie orecchie Francesco Pinto (Rai3), che si diceva disposto a fare più di quello che ha fatto, e l’ispettore Ramaglia (in real life Mario Porfito, per chi non era fan della vecchia Squadra) — chiacchierando nel larghetto davanti al Pan con altri comuni mortali — diceva che si dovrebbero fare tante cose del genere, anche in posti più visibili e aperti.
Intanto, qui ho iniziato a mettere un po di ritagli dalla stampa di oggi, c’è la gallery di Repubblica e da Norberto ci sono alcuni spezzoni registrati ieri. Blog o simili. C’è Sergio (credo) che ha già fatto il suo commento (con cui sono d’accordo), e Francesco (a cui ho rubato un pezzo di foto) che ha detto la sua a caldo, già ieri sera. E vedo che intanto hanno scritto anche Fraba e Claudio Velardi. Chi vuole potrebbe segnalare eventuali commenti, pensieri e intenzioni su blog o simili che mi siano sfuggiti, o semplicemente non conosco. Chi non ha il suo posto virtuale potrebbe dire la sua qui. Poi, se volessimo tenere aperto questo blog come punto comune fra queste cose del seguito, prima o poi (ma più prima) ci vuole anche qualcun altro che se ne occupi, perché chi scrive in questo momento passa già un po’ troppe ore nel web, benché volentieri. ............................................................................... FRANCESCO IACOTUCCI
Sono tornato da poco dalla lettura pubblica di Gomorra al Pan ed è stato un pomeriggio fuori dal comune, uno di quelli che ti sorprendono e che ti lasciano riflettere. In questi giorni ho sempre difeso a spada tratta questo evento credendo nel suo valore e nella sua importanza, ma arrivando oggi mi sono accorto che non mi aspettavo granchè da questa lettura, in fondo Gomorra l’ho letto tempo fà, una sua lettura pubblica mi sembrava importante quasi solo per il suo valore simbolico invece… mi sono emozionato, sì in più di un momento mi sono emozionato, mi sono emozionato vedendo alcuni ragazzi che seguivano i lettori con il libro davanti, mi sono emozionate ascoltando dalla voce del frate (che voleva ospitare Saviano e che ospiterà la lettura di Gomorra a fine mese) declamare l’omelia di padre mauro per manu, quindicenne ucciso durante una rapina,sentire quel “Ma quindici anni sono così pochi che ci fanno vedere meglio cosa c’è dietro, e ci obbligano a distribuire le responsabilità. Quindici anni è un’età che bussa alla coscienza di chi ciancia di legalità, lavoro impegno. Non bussa con le nocche, ma con le unghie” sapeva di denuncia e richiesta a tutti i presenti, politici e non. Poi ci sono stati i personaggi famosi, attori ex politici, giornalisti ma per un giorno di fronte al leggio si era tutti uguali, tanti si sono emozionati, tanti si sono impersonati nel libro, tutti erano desiderosi di fare bene come se fosse un compito importante, come se questa lettura avesse realizzato una specie di democrazia, come se tutti davanti a quel leggio fossero uguali, tutti impegnati a rendere omaggio ad un testo che ha portato l’argomento Camorra in tutte le case e che ha cambiato in moti il modo di vedere la realtà “bene” che ci circonda.
Tornato a casa, per una volta ho pensato che questa nostra città avrebbe bisogno di momenti come questo, momenti di riflessione e confronto, tentando di coinvolgere anche età ed ambienti differenti, ma a questo ci pensiamo domani, oggi vado a dormire contento ed anche un po’ più fiducioso, fatemelo godere.
.............................................................................. CLAUDIO VELARDI: Provo a definire il pomeriggio di ieri con i primi aggettivi che mi sono venuti in mente: civile, sobrio. Potrei aggiungere: partecipato, intenso. Io (come tanti altri) sono rimasto seduto per tre ore quasi senza alzarmi (un record da guinness per il mio ipercinetismo), e il racconto ascoltato di Saviano mi è sembrato più importante di quando l’avevo letto: con le sue descrizioni crude, i lunghi elenchi dei comuni commissariati per camorra o dei soprannomi dei bossi, i racconti vivisezionati: tutti pezzi della nostra realtà, non finzione. Da non dimenticare mai: questo è stato ed è - secondo me - il senso vero della lettura pubblica del libro, finanche al di là della solidarietà e dell’impegno a fianco di Saviano persona. E poi, molto significativa questa dimensione del rito civile, composto e silenzioso, che ieri ha accomunato tanti, evitandoci quasi del tutto il chiacchiericcio cafone dell’anticamera, tipico di ogni consesso napoletano. Insomma, una bella iniziativa. Utile, perché a Napoli, città di Saviano, non vi era stata ancora stata; e prima tappa di un percorso che si avvia (già continua venerdì prossimo a Miano
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La lettura delle pagine di Gomorra di Roberto Saviano, al Pan di Napoli del 24 ottobre, è stata accompagnata da uno slideshow di mie foto (attuali e non) in b/n sul “mio” Gomorra (dal link potete (ri)vederlo, 30min circa). Tra immagini di Scampìa, tossici in coma tra cumuli di siringhe, babygang, borseggiatori e prepotenti, morti ammazzati, sfruttamento degli immigrati, etc etc. Andando anche a ritoso nel tempo sino ai primi anni 80, quando ho iniziato la mia professione. In effetti l’evoluzione della Camorra, del “Sistema” appunto, parte da lontano! Intanto per me è stata anche l’occasione per produrre un documentario-backstage che, mi auguro, offrirà uno spaccato della serata, con interviste ad alcuni dei personaggi che hanno partecipato e che hanno volentieri risposto ad una mia domanda provocatoria e cioè “A camorra song io”, prendendo in prestito il titolo di una bel brano degli A67. E che continuerò con i prossimi appuntamnti in programma a breve. Vedremo l’evoluzione.
So che venerdì prossimo continuerà la lettura nella chiesa di Santa Maria all’Arco di Miano. E sicuramente ci sarò. Se non doveste ritenerle superflue, le mie immagini con il mio slideshow è sempre disponibile! Basta un fischio.
TORINO REPLICA:E’ in pieno svolgimento per le strade di Torino ’Siamo tutti Saviano’, l’iniziativa di lettura pubblica di ’Gomorra’, lanciata dall’Associazione 15febbraio come forma di solidarieta’ con lo scrittore napoletano. ’’Siamo molto soddisfatti di come sta andando la manifestazione - spiega Lorenzo Fontana, uno dei fondatori dell’Associazione creata nel febbraio di quest’anno da Fontana, Roberta Cortese, Valentina Diana e Elena Pugliese - Oltre a quelle arrivate nei giorni scorsi questa mattina ci sono gia’ state una decina di adesioni di gente che si ferma ad ascoltare e poi da’ la sua disponibilita’ a leggere il libro, con cambi di lettore ogni tre pagine’’. Due i punti della citta’ in cui viene proposta la lettura integrale di ’Gomorra’, la libreria Coop di piazza Castello e il Diva Cafe’ presso il Museo del Cinema. Ma chi vuole leggere o anche solo ascoltare le pagine del libro ha a disposizione altri punti in tutta Torino, come il Circolo dei Lettori, il Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Liberta’, le librerie Feltrinelli di piazza Castello e piazza Cln, Paravia in via Garibaldi e Il tempo ritrovato in via Po, la Fnac di piazza Castello, il mercato coperto di piazza Madama Cristina e il mercato di Santa Rita, l’enoteca Brocante’ in via Borgo Dora e il locale Freevolo di piazza Emanuele Filiberto. Fuori citta’ sono in programma letture alla Fnac della Shopville Le Gru di Grugliasco e l’Associazione Patchanka presso il Centro Giovanile di Chieri che accoglie l’iniziativa dalle ore 21 a mezzanotte. Oltre ai numerosi lettori ’singoli’, attori professionisti e non, hanno aderito alla manifestazione,
La scelta del metodo, inconsapevolmente, ricalca quella delle prime comunità protestanti: ci si riuniva per leggere il ” libro ” o un libro qualsiasi, senza commenti e senza chierici, gli intermediari, i mediatori fra cielo e terra, questo è il fatto essenziale nella sua brutalità, non c’erano gli eletti ad officiare il rito. Ovviamente è rito sobrio, schivo, riservato, la Camera dei Comuni Inglese ricalcò le stesse regole assembleari dei puritani inglesi, gli stessi che si vinsero nell’esercito di teste quadre di Oliver Cromwell, inventando di fatto la prima democrazia elettiva e parlamentare, dopo aver tagliato anche la testa al re, niente meno. Noi siamo come nani sulle spalle di giganti, diceva Bernardo di Chartres, l’iniziatore della scuola di umanismo. Dalla lettura è cominciata la predicazione e lo studio commentato, lo studio biblico, il quale si fa ancora oggi. E’ incredibile come segnano i tempi le parole scritte, il nero su bianco, sono la storia terribile presente. Conservate la copia con i versetti, ne possiamo fare una pubblicazione a indice numerato, per la lettura collettiva, con l’ imprimatur di Saviano, ça va sans dire. ” ’a meglia parola è chella ca nun si dice ", dicono i chierici e gli omertosi. Ma il silenzio è infranto per sempre, questi politici attuali, chierici e supini, hanno chiuso con ieri. Possono solo andare appresso al governo cesarista tutte le settimane, sotto l’arco di trionfo, nel " corteo dei prigionieri ", come vinti in catene. Come Vercingetorige, prima di essere strangolati, con calma, nel Carcere Mamertino, sotto il Campidoglio, ma il capo dei Galli non era un cialtrone, aveva combattuto con onore ad Alesia. Qui siamo al si salvi chi può, è la resa totale, senza dignità politica, tirano solo a campare, a continuare un ruolo vacuo e senza possibilità di riscatto.
caro Giuseppe Formisano, con la premessa che condivido molti tuoi commenti e soprattutto lo spirito e i principi degli stessi, vorei rispondere anche io al quesito che fai a Velardi.Lo faccio riportando le parole che ha scritto Sergio Fedele in questo post ( a proposito Sergio un sincero ringraziamento per la tua passione e tenacia!):"Sappiamo perfettamente che la lotta alla criminalita’ necessita di azioni e interventi che non certo si possono sostituire con iniziative come questa. Chi segue questo sito , sa che le proposte su questo versante sono continue e puntuali. Ma a nostro avviso e’ fondamentale che , come sempre, tali proposte vengano portate avanti da uomini e donne capaci di valutare l’importanza della lettura, dell’ascolto e dello stare insieme senza protagonismi.Quello che è avvenuto ieri. "
Buongiorno Assessore Velardi, La sua iniziativa di far leggere il libro di Saviano e una buona iniziativa, ma mi chiedevo se Lei pensa che la legalità si recupera leggendo un libro, secondo Lei quanti giovani non avendo un lavoro anche temporaneo si sentono dei falliti, è che per potersi sentire una persona normale, tale da potersi permettere di comprare un paio di scarpe e un pantalone, sono costretti a dare una mano a coloro che delinquono, secondo Lei assessore leggendo il libro ridate a qualsiasi giovane un minimo dispensabile come vestirsi o prepararsi per il futuro, con stima. Giuseppe Formisano
Provo a definire il pomeriggio di ieri con i primi aggettivi che mi sono venuti in mente: civile, sobrio. Potrei aggiungere: partecipato, intenso. Io (come tanti altri) sono rimasto seduto per tre ore quasi senza alzarmi (un record da guinness per il mio ipercinetismo), e il racconto ascoltato di Saviano mi è sembrato più importante di quando l’avevo letto: con le sue descrizioni crude, i lunghi elenchi dei comuni commissariati per camorra o dei soprannomi dei bossi, i racconti vivisezionati: tutti pezzi della nostra realtà, non finzione. Da non dimenticare mai: questo è stato ed è - secondo me - il senso vero della lettura pubblica del libro, finanche al di là della solidarietà e dell’impegno a fianco di Saviano persona. E poi, molto significativa questa dimensione del rito civile, composto e silenzioso, che ieri ha accomunato tanti, evitandoci quasi del tutto il chiacchiericcio cafone dell’anticamera, tipico di ogni consesso napoletano. Insomma, una bella iniziativa. Utile, perché a Napoli, città di Saviano, non vi era stata ancora stata; e prima tappa di un percorso che si avvia (già continua venerdì prossimo a Miano).