A PROPOSITO DI "DISTRAZIONI DI MASSA"..COSI’ EDUARDO AVREBBE COMMENTATO IL DIBATTITO SULLA PROSTITUZIONE A NAPOLI....
mercoledì 29 agosto 2012
Così Eduardo avrebbe commentato il dibattito sulla prostituzione a Napoli
Massimiliano Gallo
C’è indubbiamente del genio in Luigi de Magistris. Del resto è un uomo politico favorito dal logorio e dall’inconsistenza della politica moderna. La lezione lui l’ha capita benissimo, diciamo pure che l’ha imparata a memoria, o forse da piccolo è caduto nella tinozza che ne conteneva la pozione magica, alla Obelix per intenderci. Chi la spara più grossa va in prima pagina. E se si ha la fortuna che in quel periodo nelle redazioni non ci sia nulla da scrivere e magari un arcivescovo non trovi nulla di meglio da fare che alimentare il nulla, può persino nascere il dibattito.
E dibattito fu. Arroventato. Su un tema a Napoli caldissimo. Ma che in realtà lo sarebbe anche a Verona, sia chiaro. Un quartiere dedicato alla prostituzione, in modo da poter effettuare i controlli igienico-sanitari e sottrarre il mestiere più antico del mondo al controllo della malavita. In questo de Magistris ha avuto fiuto, non c’è che dire. Basta arrivare alla Stazione centrale e incamminarsi per corso Umberto, o approdare a quello che definiscono il salotto buono della città, per accorgersi che non si parla d’altro. Al caffè Gambrinus è un continuo. Il tema è sentito. Tutti a Napoli si chiedono come mai non sia stato ancora allestito un quartiere a luci rosse sul modello Amsterdam.
E così il numero uno della Chiesa a Napoli, l’arcivescovo Crescenzio Sepe, non se l’è sentita di glissare. E ha coraggiosamente detto la sua: «È un tema ad effetto per occupare spazio nei giornali e nelle televisioni. In mancanza di idee e proposte concrete rispetto ad argomenti seri e di interesse generale, siamo di fronte a un diversivo e a una distrazione alle migliaia di giovani che non vedono alcuno spazio e che sono costretti a considerare il lavoro un miraggio. Non ci si può lasciare andare a frivolezze». E ancora: «Non servono ghetti dove si commercializzano anime, carne e valori. Le luci rosse sono fatte per abbagliare e ingannare, senza risolvere i problemi della nostra gente».
Accuse cui il primo cittadino di Napoli ha prontamente risposto, alludendo alle inchieste sulla gestione delle case della Propaganda Fide allora diretta proprio da Sepe. Ovviamente la città si è divisa, almeno sui quotidiani. Chi si è schierato con la Curia (difesa ovviamente dal quotidiano Avvenire), chi col sindaco. Persino il giudice anticamorra Raffaele Cantone non ha resistito alla tentazione di rilasciare un’intervista sul tema al quotidiano la Repubblica, pur sottolineando – e come potrebbe essere altrimenti – il suo travaglio di cattolico. In soldoni, se interessa, ha detto che la proposta del sindaco lo ha lasciato perplesso ma non per questo de Magistris non ha il diritto di farla, auspicando però una riconciliazione «perché la città non ha bisogno di lacerazioni».
E quindi, nell’eterna attesa di una risata che avrebbe dovuto seppellirli ma che non è mai arrivata, Napoli ha vissuto e tuttora vive una settimana tra il ridicolo e la fantascienza sul nulla. Poco male, non sarebbe stata impiegata in maniera proficua (ma questo non solo a Napoli, ovviamente). Dispiace solo che in città a nessuno sia venuto in mente di commentare questa pagliacciata con quell’arte al tempo stesso sublime e spietata che genialmente Eduardo de Filippo sintetizzò ne L’oro di Napoli. Questa sì che è un’amnesia preoccupante.
LINKIESTA
Commenti: 1
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Linoha scritto:
mercoledì 29 agosto 2012 ore 17.34.13
Un articolo pessimo, incoerente, veramente da pernacchia edoardiana. Mi perdoni l’autore ma, giacché mi sono interessato all’argomento senza ridere, lui mi ha spernacchiato e mi viene legittimo ricambiarla, la pernacchia. Non c’è un solo periodo che non sia in contrapposizione con gli altri. Si sta alimentando il nulla o un tema "caldissimo", "arroventato", che tale "sarebbe stato anche a Verona"?
Al Caffé Gambrinus che accade? Non me ne sono mai accorto ma, ammesso che qualcosa accada, chi va da quelle parti chic certamente non si richiuderebbe in un ghetto con le luci rosse.
Una "pagliacciata"? L’articolista una cosa non ha capito: Luigi De Magistris ha "la capa tosta". Quando pensava di avere una montagna di prove (e invece erano soltanto topolini) metteva decine di persone sulla graticola. Se ritiene che il mare di Napoli sia di "eccellente" balneabilità, emette un tweet e un’ordinanza sindacale in tal senso, dopo di che si esibisce in un tuffo, anzi in una passeggiata sull’acqua. Se vuole un "Lungomare Liberato", lo libera, fregandosene di tutto e di tutti. Se parla di piste ciclabili, ne fa una da un milione di euro. Fantascienza sul nulla? No! Fantapolitica su un quartiere a luci rosse sponsorizzato da un Sindaco che, finora, ha realizzato quello di cui ha parlato. Costi quello che costi, piaccia o no.