DUE AUTORITRATTI DI LEONARDO SAREBBERO NASCOSTI NELL’ "ULTIMA CENA"?
venerdì 17 agosto 2012
’L’ultima cena’ di Leonardo
di Alessandra Baldini
Non uno ma due autoritratti di Leonardo giovane ’nascosti’ in bella vista in uno dei suoi dipinti più famosi: questa la tesi di un esperto d’arte britannico secondo cui il maestro da Vinci si sarebbe immortalato in due apostoli dell’Ultima Cena. Delle fattezze di Leonardo giovane si sa poco, tranne che, secondo Giorgio Vasari, il poliedrico genio del Rinascimento era un uomo di rara bellezza. E anche se da tempo gli studiosi sospettavano che il pittore toscano si fosse ritratto in uno dei suoi quadri, come avevano fatto prima di lui Andrea Mantegna e Benozzo Gozzoli e forse ai suoi tempi anche Michelangelo nella Cappella Sistina, finora nessuno aveva individuato il quadro o l’affresco dove questo sarebbe avvenuto per Leonardo. Ora invece Ross King, l’autore del popolare bestseller internazionale ’Brunelleschi’s Domé, ha suggerito che il pittore della Gioconda avrebbe dato le sue fattezze agli apostoli Tommaso e Giacomo Minore nel Cenacolo di Milano.
"L’Ultima Cena è l’unica opera di Leonardo su cui nessuno, accademico o dilettante, si è mai esercitato a trovare un ritratto di Leonardo", ha detto King all’Independent. La prova della sua tesi sarebbe contenuta in una poesia poco nota scritta negli anni Novanta del Quattrocento, quando Leonardo stava dipingendo l’Ultima Cena nel refettorio di santa Maria delle Grazie a Milano. Il suo autore, Gasparo Visconti, era un amico dell’artista e, come lui, un dipendente della corte degli Sforza. Visconti prende in giro in versi un artista di cui non fa il nome per aver messo il suo autoritratto nei suoi dipinti "per quanto bello possa essere" e con "gesti e espressioni" tipici del personaggio. Il dito alzato dell’apostolo Tommaso nell’Ultima Cena sembra evocare un gesto tipico attribuito a Leonardo, sostiene l’autore di Brunelleschìs Dome il cui lavoro su Leonardo sarà pubblicato a fine agosto da Bloomsbury. King collega ai due apostoli anche un ritratto a seppia che raffigurerebbe Leonardo nel 1515, opera di uno dei suoi assistenti: l’uomo dalla bellezza classica che vi è raffigurato ha un naso ’greco’, capelli lunghi e una lunga barba, "rara quest’ultima in un uomo italiano dell’epoca". Tommaso e Giacomo Minore hanno entrambi le stesse fattezze.
NPC
Commenti: 1
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Linoha scritto:
venerdì 17 agosto 2012 ore 23.33.52
"Il dito alzato dell’apostolo Tommaso nell’Ultima Cena sembra evocare un gesto tipico attribuito a Leonardo..." Un’affer incredibile, questi veramente hanno perso il senso del ridicolo. Bisognerebbe chiedere all’esperto d’arte britannico come lui avrebbe raffigurato Tommaso, ammesso che abbia letto il capitolo 20 del Vangelo di Giovanni. Per il Cenacolo non sanno più che inventarsi, pur di finire sui giornali.