Il Grande Timoniere a Mappatella Beach di Pietro Treccagnoli
Va dato atto a Luigi de Magistris di una passione naturale per i gesti simbolici. L’ultimo, che ha fatto il giro del web, è la nuotata tra le acque, considerate balneabili, di Mappatella Beach, la Rotonda Diaz che sta diventando la piazza Tien An Men della rivoluzione arancione. Per qualche guastafeste è, invece, un bastione della Città Proibita, altro che Lungomare Liberato.
Ebbene, si può sorridere o applaudire, si può ricordare che le acque del Golfo sono decorate da chiazze grandi e piccole, che figliano, crescono e si moltiplicano, altro che «qualità eccellente». Non è solo zella e sugna galleggiante. Si può scherzare, certo, ma il Grande Scassatore ha studiato bene la retorica della comunicazione, spruzzando la modernità con una patina di vintage novecentesca. Forse questa volta gli sarà venuto spontaneo, perché l’uomo è schietto e non sta a pensarci due volte se deve dare una mano all’immagine della città. Ma quel tuffo somiglia troppo a un gesto da leader più populista che popolare.
Così diventa inevitabile il confronto con un’altra celebre nuotata, quella di Mao nel fiume Yangtze che doveva diventare poi la legittimazione simbolica della rivoluzione culturale. Il paragone può sembrare azzardato, ma l’azzardo del sindaco è sicuramente propagandistico. Per la prossima uscita consigliamo a de Maogistris di andare a tagliare le erbacce nel bosco di Capodimonte come il Duce che falciava il grano, a torso nudo, sudato e raggiante.
Oh, divo Apollo, tu ispira il mio canto fa ch’io racconti il prodigio del mare quando divennero salubri e chiare l’acque melmose, di botto e d’incanto.
Si mosse il piede del Sindaco santo al largo andando e senza affondare, ei benedisse: “Sia tu balnëare lido, diventa di Napoli il vanto”.
La mucillagine gialla scomparve, si dileguarono l’olio e i rifiuti,
si trasformarono in triglie le larve, a bere un sorso parlarono i muti.
Questo è il portento dell’acqua di fogna, credete al verso, non conta menzogna.
Mi meraviglio di lei, Antonio :-) Luigi non può immergersi, lui cammina non sull’acqua bensì nell’acqua, sopra un tappeto di pescetti che si raggruppano e allineano al suo incedere, ben lieti di farsi calpestare pur di sostenerlo.
«Mare pulito e sostenibilità ambientale sono le caratteristiche fondamentali per aggiudicarsi una Bandiera blu», spiega Claudio Mazza, presidente della sede italiana della Fee (Foundation for Environmental Education), l’organismo che assegna il riconoscimento. «Ci atteniamo a standard internazionali. In questa XXVIma edizione abbiamo voluto premiare le località che sono risultate eccellenti secondo le indagini delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente. Tra i criteri di giudizio, oltre alle acque di balneazione, attribuiamo particolare importanza a scelte concrete in chiave di qualità sul territorio, come gli impianti di depurazione, l’efficienza della rete fognaria, la corretta gestione dei rifiuti; e, ancora, l’accesso al mare e l’arredo urbano».
Insomma Sindaco, cosa aspetti a PRETENDERE la "Bandiera Blu" ???
Ah ah, anch’io oggi ho pensato a Mao! Lì, addirittura di Mao c’era solo la testa...ma, scusate, Luigi si è immerso nell’acqua o ha solo camminato con l’acqua fino al ginocchio? Di foto da immerso io non ne ho viste....
Mi meraviglio di lei, Antonio :-) Luigi non può immergersi, lui cammina non sull’acqua bensì nell’acqua, sopra un tappeto di pescetti che si raggruppano e allineano al suo incedere, ben lieti di farsi calpestare pur di sostenerlo.
npcha scritto:
sabato 11 agosto 2012 ore 16.08.13
apprezziamo moltissimo la professionalita’ e l’ironia di Treccagnoli.Questa volta abbiamo fatto, con la foto, un collage tra la nuotata di Mao e le erbacce di Mussolini. Da un po’ di tempo Napolipuntoacapo osserva aumentare episodi e metodi in cui la protagonista è la propaganda.Brutta bestia la propaganda, diciamole di smettere..