DEGRADO AL CENTRO DIREZIONALE...QUANDO GLI OBIETTIVI DI UN’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SONO ALTRI...
martedì 7 agosto 2012
Centro direzionale prostituzione e solitudine
Ragazzini e donne adescano i clienti e consumano rapporti nei garage di TIZIANA COZZI
Doveva essere la "Midtown", l’area destinata agli uffici nel cuore del centro, come a Manhattan. E invece, in poco più di vent’anni, il Centro direzionale è diventato lo specchio delle contraddizioni della città.
Al piano strada, quello con gli uffici, la vita frenetica di chi lavora scorre nei bar e nei ristoranti affollati all’ora di pranzo. Al piano sotterraneo, invece, si consuma un’altra vita: la prostituzione. Tra i viali bui dove si aprono le saracinesche dei garage dei residenti, tra il degrado dei rifiuti abbandonati e «raccolti solo di tanto in tanto», ragazze dell’Est e giovanissimi marocchini e tunisini ma anche italiani (spesso minorenni) si nascondono con i clienti di turno, per consumare rapporti occasionali.
«Mio figlio ha 13 anni — racconta una residente che abita e lavora qui — è libero di giocare con gli amici fino a sera ma per le 8 deve essere a casa. Più di una volta gli è capitato di assistere a scene scandalose». La prostituzione gay è la vera piaga della cittadella degli affari. Giovani di nazionalità soprattutto mediorientale si raccolgono intorno alla sauna per soli uomini dell’isola A7. Adescano i clienti all’interno della cittadella, poi si dirigono nei garage.
«Non riusciamo a liberarcene — racconta il giornalaio Oreste — abbiamo chiamato tante volte la polizia ma ci dicono che se non li colgono in flagrante non possono fare niente. La sera il via vai è
continuo ma capita anche di giorno, alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti». Gli uomini si vedono la sera, soprattutto. Le donne, anche di giorno.
Alle 13 di un lunedì di agosto sono almeno tre le ragazze bionde, vestito succinto, sigaretta tra le labbra che attendono appoggiate al muretto dell’isola, lato corso Meridionale. «Loro si vedono soltanto di giorno — spiega Oreste — agli stessi orari degli uffici, alle 17 vanno altrove. Sanno di fare affari con chi lavora da queste parti».
Non è solo la mercificazione dei corpi il segno del degrado di una delle promesse della politica degli anni Ottanta. C’è anche l’abbandono delle aree circostanti. La cittadella nel complesso è pulita, ma la sporcizia domina nelle strade intorno, si vede nelle aiuole piene di plastica e nei cestini stracolmi di rifiuti. Anche la sicurezza è un tasto dolente. Non di rado si sono verificate rapine e aggressioni, negli anfratti bui dove spesso non riescono ad arrivare gli agenti della Gesecedi, società responsabile della cittadella che fa di tutto per rendere sicuro il Centro ma non riesce a presidiare l’intera area così estesa.
Due mesi fa, un malvivente era riuscito a intrufolarsi negli androni dei palazzi, passando dai sotterranei. Attendeva che le vittime rientrassero a casa per derubarle. Decine le aggressioni. Alla fine, è stato arrestato ma non è il primo caso che atterrisce chi da queste parti ci vive.
«Dopo le 20 è impossibile scendere nei garage — racconta Agostino Meloni, che al Centro direzionale ci abita — è pericoloso soprattutto per le donne ma anche per gli uomini adulti. La sorveglianza è superficiale, sono davvero pochi gli agenti impegnati».
È l’isolamento lo spauracchio più temuto da queste parti. Quando il Centro dopo le 19 si svuota, quando chiudono gli uffici e l’anima commerciale si spegne assieme alle luci dei grattacieli. «Abito qui da un mese — racconta Antonio La Tela — e sono sconvolto da quanta solitudine ci sia la sera. Eppure ci sono le strutture per organizzare spettacoli all’aperto, possibili iniziative per bambini, ci sono migliaia di posti nei parcheggi. Invece niente. Il deserto».
Il sogno dell’architetto giapponese Kenzo Tange, al quale si deve il progetto del Centro direzionale, si è dunque infranto. Nessuna vita qui, oltre le otto di sera. Resta solo quella illegale. la repubblica napoli
Complimenti a LA REPUBBLICA per questa inchiesta su alcune Piazze e punti nevralgici della città.
Purtroppo sono dati oggettivi:degrado a Piazza Garibaldi,Pazza Carlo Terzo,Centro Direzionale,Vomero..... Per non parlare del Lungomare Liberato,che a nostro aviiso,evidenzia un nuovo aspetto del degrado urbano. L’amministrazione ordinaria non pensa alle Piazze e alle strade della Citta’. Pensa alle lezioni nazionali e al laboratorio politico...
npc
Commenti: 1
In questo spazio libero messo a vostra disposizione, avete la possibilità di dire quello che volete, come e quando volete...
antonio guidaha scritto:
martedì 7 agosto 2012 ore 20.27.27
E che dire della zona molto prossima a palazzo s. giacomo ? Cliccate sul link per leggere cosa scrive Virgilio su Napoli. De Magistris cerca consensi tra quegli extracomunitari ?