SI CONCLUDE IL BOTTA E RISPOSTA TRA CICELYN E POSTIGLIONE CON UN INVITO DEL DIRETTORE DEL MADRE ALLO STAFFISTA DEL SINDACO..SCHERZIAMO!...MA IMPEGNAMOCI TUTTI AFFINCHE’IL MADRE NON MUOIA
lunedì 16 luglio 2012
Un anno fa, sulle colonne del vostro sito, mi capitò di scrivere che il progetto culturale di De Magistris e della corte dei suoi adulatori aveva il respiro programmatico degno di una Pro Loco paesana.
Insistere ora sul tema, denunciare l’inadeguatezza della nuova classe dirigente napoletana, sarebbe un esercizio retorico di scarsa utilità.
Ci vuole più teoria e più coraggio.
Si deve dire che la liberazione del Lungomare è la rivoluzione piccolo-borghese di chi, non avendo immaginazione e dunque alcuna prospettiva culturale di reale rinnovamento, ritiene di potersi riconciliare con le proprie aspirazioni frustrate ritrovandosi nella cartolina di Napoli: quale luogo più "comune" per liberare tutti insieme, spensieratamente, i propri desideri, seppur confusi e dozzinali, senza assumersi la responsabilità di una vera proposta!
Il parco-giochi strapaesano è la forma originaria e insuperata della festa, se del concetto di festa si possiede solo qualche reminiscenza infantile, da salotto di casa con tv in bianco e nero e da villeggiatura con famiglia numerosa.
Scommetto che il calendario arancione avrà il suo successo, perché tutti in fin dei conti siamo affezionati al peggio e amiamo indugiare nella melassa dei ricordi d’infanzia e nel divertimento più corrivo.
Chi non ha nostalgia delle giostre scassate, dei mangiafuoco incapaci, dei clown improvvisati, delle miss claudicanti per tacchi troppo alti e carni eccessivamente pendule?
Se in questa città siamo sempre attratti dai bei tempi di una volta, è perché ci illudiamo di aver fatto progressi ma non abbiamo mai amato le incognite della modernità. Dunque, ci rassicura moltissimo guardare indietro e far finta di vedere lontano e soprattutto di essere molto più avanti.
De Magistris, checchè me pensino i suoi detrattori, non è la malattia di Napoli: è il suo sintomo oggi più evidente.
Rappresenta la politica nel tempo dei saldi. Roba vecchia che, in attesa di tempi migliori, fingiamo sia nuova, alla moda e attraente. Eduardo Cicelyn ------------------------------------------------------------------------------
Toh!, da quanto tempo non sentivo una critica che tirava in ballo l’essenza “piccolo borghese” del gusto altrui che si vuole demolire.
E’ paradossale che chi bolla la politica culturale della giunta de Magistris come “roba vecchia” lo faccia in nome di un nuovismo che si esprime con la koinè del Sessantotto, cioè di 53 anni fa! Ma tant’è. Forse Cicelyn dovrebbe mettersi l’anima in pace ad accettare che il suo ruolo da intellettuale organico è fallito; non so se per propria incapacità, per colpa di un irredimibile popolo di lazzaroni, o di una discutibile classe dirigente, di cui egli è stato parte, sonoramente punita dal voto degli elettori, esteti compresi.
Ovviamente, è più facile credere che a Napoli ci siano i lazzaroni, così ci si autoassolve. Entrando nel merito, questa amministrazione non è né a favore dell’evergetismo eudemonologico di Cicelyn, per il quale il Comune deve sovvenzionare l’arte al fine di educare i gusti delle masse, né per proporre feste strapaesane per parlare alla pancia della “ggente”.
Semplicemente, visto che i soldi sono pochi, la giunta si sta sforzando di aprire chiese, palazzi e di valorizzare il patrimonio Unesco. Le attività del lungomare o di piazza plebiscito, inoltre, sono semplicemente eventi, spettacolo e sport. Sono altre le attività con la quale la giunta propone politiche culturali. Alessio Postiglione ------------------------------------------------------------------------------
Qualcuno spiegherà al signor Postiglione, gazzettiere arancione, che il termine "piccola borghesia è in uso - e non necessariamente in modo spregiativo - da almeno due secoli in sociologia e in filosofia.
Insomma, non tutte le analisi intelligenti del reale sono ascrivibili alla cultura sessantottina. In ogni caso "i lazzaroni" sarebbero un ceto o un gruppo sociale di tipo assolutamente diverso da quello "piccolo borghese".
Dovrebbero insegnarlo anche agli staffisti, sebbene molti di loro spesso non abbiano il tempo di portare a termine studi regolari.
E sarà questo anche il caso di Postiglione, le cui analisi nel merito mi lasciano interdetto ad interrogare "l’evergetismo eudemonologico": non so se si tratti della malattia trasmessa dalle blatte o di una corrente del pensiero arancione ancora in via di gestazione.
Entrambe le ipotesi - cercate di comprendere - sono piuttosto allarmanti per la pubblica incolumità. Venendo infine al linguaggio più consono all’intellettuale piccolo borghese, un po’ lazzarone, quale riconosco di essere, ho una domanda per lo staffista di De Magistris: visto che l’acqua è poca e la papera non galleggia, ci può almeno dire quali sarebbero invece le politiche-culturali promosse dalla giunta sopra la linea di galleggiamento della decenza? Lui ne fa cenno alla fine, ma non si sbilancia.
In extremis si è forse ricordato di non saper nuotare? Eduardo Cicelyn ------------------------------------------------------------------------------
Cicelyn magari crede di trarre vantaggio da qualche polemica on line, speranzoso di finire in qualche gazzetta, tanto lui i gazzettieri per tutte le stagioni li conoscerà già, ed era anch’egli gazzettiere, se non erro.
A me, polemizzare con Cicelyn non serve.
Per conoscere le politiche culturali del Comune, ci sono il sito web dell’amministrazione e i giornali.
Auguro buona fortuna a Cicelyn per suo lavoro di direzione artistico-museale. Per quando ritroverà un lavoro, beninteso. Alessio Postiglione -------------------------------------------------------------------------------
Questo il botta e risposta tra Eduardo Cicelyn( Ex direttore del Museo Madre) e Alessio Postiglione ( dello Staff del Sindaco).
Pensiamo sia il caso di fare...puntoacapo per evitare che si possa degenerare.
I lettori si sono fatti la loro opinione.
Il direttore del Madre Cicelyn,in segno di rappacificazione, ha invitato Alessio Postiglione ad ammirare,a Los Angeles,questa opera di arte contemporanea.
Si chiama "Stone" e i visitatori passano da sotto....
Naturalmente scherziamo (anche se l’opera è reale) per sdrammatizzare.
Vogliamo dire solo una cosa,tornando seri.
Il Comune dovrebbe fare qualcosa per non far morire il MADRE.
E’ inaccettabile che l’assessore comunale alla Cultura dica che IL MADRE non è tra le sue prime 500 preoccupazioni
In questo spazio libero messo a vostra disposizione, avete la possibilità di dire quello che volete, come e quando volete...
Fabio Espositoha scritto:
martedì 17 luglio 2012 ore 11.07.24
è certa una cosa: con De Magistris, la Di Nocera e(indirettamente) Postiglione non vi saranno quegli sprechi di danaro pubblico di cui anche qualche "lavoratore", o ex "lavoratore", ha indubbiamente beneficiato senza batter ciglio, molto prosaicamente e senza discettare di "progettualità" Certi faziosi pennivendoli fanno presto a dimenticare.
Concordo con Paolo Macry: l’accenno al lavoro dell’ex direttore del Museo Madre è una caduta di stile inaccettabile. Anche evidenzio un aspetto: nel primo intervento di Eduardo Cicelyn, la critica è stata politica, per taluni aspetti sociologica, ed è stata rivolta alla classe dirigente del Comune non in quanto persone ma come promotori di un progetto culturale dal quale - non è certamente il solo - Cicelyn dissente. Ben differente doveva essere la risposta di un componente dello staff del Sindaco il quale, invece, ha immediatamente attaccato l’interlocutore sul piano personale, sul linguaggio, sul suo ruolo da "intellettuale organico fallito". Concludendo il tutto con il lavoro che deve ritrovare (ma che ne sa Postiglione degli impegni di Cicelyn il quale, piaccia o no, ha un curriculum certamente più prestigioso di tanti giovani portabandiera della politica?). Auguri, per l’onomastico, Alessio Postiglione: impari, però, a criticare l’opera e non l’autore. E’ un sano principio che dovrebbe valere nelle relazioni pubbliche come vale in critica estetica.
non ci possiamo fare un bagno a mare, non possiamo consumare i prodotti della nostra terra, abbiamo indici di incidenza tumorale elevatissimi, respiriamo diossina per i roghi serali, abbiamo un territorio devastato dagli sversamenti di rifiuti tossici, il sud per il governo nazionale non è più una priorità (pubblicato dalla Padania) ciononostante continuiamo a fare come i capponi di Renzo.............ma a vulimmo ferni?
Politica e cultura é un binomio inscindibile che spesso degenera . Quello che mi ha impressionato di questo botta e risposta é il tono sprezzante della replica finale .
"Auguro buona fortuna a Cicelyn per il suo lavoro di direzione artistico-museale. Per quando ritroverà un lavoro, beninteso". Devo dire che la volgarità non ha limiti. Se fosse davvero lo staff del sindaco di una grande città, sarebbe da rabbrividire
"Il turismo, quello vero, cerca le chiese, i musei, i capolavori, tutte cose di cui Napoli se ne cade e che non trovano neppure un rigo di spazio in questi 77 eventi del programma estivo di De Magistris, lontano anni luce dal suo programma elettorale che, si ricordi, rinnegava l’effimero, strillando alla Rotonda Diaz che Elton John non si sarebbe mai più ripetuto. E ci ritroviamo con Ligabue: purtroppo quello per il quale si sta allestendo un palco a Piazza Plebiscito, e non quello che meriterebbe un’intera sala del MADRE."
Sottoscrivo anche gli spazi bianchi delle prime righe che ho riportato. Ma La prego, non mi venga a dire che il programma elettorale di demagistris non coincide con l’attuale azione amministrativa del suddetto. Quel programma era una barzelletta, direi che al massimo siamo scaduti e caduti nella farsa, ma sempre in pieno e gioioso regime pulcinellesco; di demagistris tutto si può dire man che non stia mantenendo quel che ha promesso.
@ Postiglione Oggi e’ S. Alessio!!! Auguri di buon onomastico. Mi auguro che come dono lei gradisca restituirci il FILANGIERI LIBERATO! Non può esservi cultura nell’illegalità. BUON ONOMOSTICO.
Sull’orizzonte della linea di galleggiamento della decenza si staglia, incombente, con tutto il suo insopportabile peso antidemocratico, una BALENA, Avrei preferito che in premessa, alle parole di Cycelin, Postiglione avesse esordito col dirci qualcosa in merito all’occupazione senza titolo dell’ex Asilo Nido Filangieri. Un sito, che, per la delibera di Giunta 400/2012, e’ stato destinato ad utilizzo complesso in ambito culturale, nella piu’ ampia progettualità di una cultura intesa come "bene comune". Questo e’ un atto che la GIUNTA dovrebbe tutelare e difendere, quale primo importante atto prodromico alla diffusione di un nuovo progetto innovante e rivoluzionante il modo stesso di fare cultura!!!! Ma sull’occupazione del Filangieri nessuna risposta....nessun provvedimento....la cultura non e’ patrimonio di nessuno, ne’ può essere OKKUPATA ne’ tantomeno "propinata" o centellinata dai "piccoli borghesi" per raggiungere la pancia delle masse...."ra’ gente". Bisogna avere la capacita’ ed il coraggio di difendere i propri atti se si crede in cio’ che si fa.....non vorrei che anche il MADRE cadesse vittima di occupazioni senza titolo. La prima forma di cultura che dovrebbe essere diffusa da un Amministrazione e’ quella di divulgare la legalita’.....e lasciare OKKUPATO il Filangieri non e’ proprio il massimo per chi vuole innovare il modo di fare cultura, non depone "bene" a favore di una cultura intesa come "bene comune" che nei fatti risulta commissariata dalla piu’ bieca forma di antidemocrazia che e’ il consentire l’illegalità. Come cittadino, quindi, invito il dottor Postiglione a farsi parte diligente affinché si possano attivare tutte le procedure per la reintegra nel possesso del FILANGIERI, e mi piace sottolineare l’immagine di un FILANGIERI LIBERATO, come atto di DEFINITIVA liberazione dai LAZZARONI della Cultura. Grazie.
Resto in tema, anche se la volontà di rispondere a questa discussione è tanta. Si apre subito ai miei occhi uno scenario poco chiaro o espressione di una società "malata".In primo luogo andrebbe posta l’attenzione ai linguaggi e all’organizzazione del museo, all’individuazione dei possibili profili di qualità, nella prospettiva di una realtà culturale, qual è oggi quella museale, che sta attraversando una marcata fase di cambiamento. Questo fenomeno sta attraversando tutti i musei quale che sia il loro contesto organizzativo, sociale ed economico di riferimento. Ci troviamo di fronte a un radicale riposizionamento dell’istituzione museo, che è chiamata a ridefinirsi rispetto a spinte profonde che da decenni attraversano la società e guidano le scelte dei gruppi sociali negli spazi delineati da un concetto di cultura i cui contorni appaiono sempre più dilatati. Sorvolando sulle critiche … Inviterei l’amministrazione a valutare , con una speculare analisi, la grande opportunità persa, di spazio-dialogo culturale , con la chiusura del Madre… e con, una materiale ed effimera , presa di coscienza il numero di posti di lavoro sottratti alla popolazione.
Il Comune dovrebbe far qualcosa per non far morire NAPOLI. Ne sta uccidendo il profumo, i colori, la storia, la gente, ne sta cancellando i riti, trasformandoli in baldoria collettiva, la sta allontanando dal suo mare, quel mare che è un tutt’uno con la città e con i napoletani. E tutto questo al solo scopo di distrarre i cittadini dalla propria incapacità di dipingere un futuro diverso, di speranza, di fiducia. Non si può sostituire un’identità unica al mondo con una serie inconcludente di spettacoli effimeri e cafoni di cui i napoletani non saranno nemmeno protagonisti, ma semplici spettatori. E da soli: perché anche il fin troppo acclamato turismo si terrà lontano da queste farse popolari. Il turismo, quello vero, cerca le chiese, i musei, i capolavori, tutte cose di cui Napoli se ne cade e che non trovano neppure un rigo di spazio in questi 77 eventi del programma estivo di De Magistris, lontano anni luce dal suo programma elettorale che, si ricordi, rinnegava l’effimero, strillando alla Rotonda Diaz che Elton John non si sarebbe mai più ripetuto. E ci ritroviamo con Ligabue: purtroppo quello per il quale si sta allestendo un palco a Piazza Plebiscito, e non quello che meriterebbe un’intera sala del MADRE.
"Il turismo, quello vero, cerca le chiese, i musei, i capolavori, tutte cose di cui Napoli se ne cade e che non trovano neppure un rigo di spazio in questi 77 eventi del programma estivo di De Magistris, lontano anni luce dal suo programma elettorale che, si ricordi, rinnegava l’effimero, strillando alla Rotonda Diaz che Elton John non si sarebbe mai più ripetuto. E ci ritroviamo con Ligabue: purtroppo quello per il quale si sta allestendo un palco a Piazza Plebiscito, e non quello che meriterebbe un’intera sala del MADRE."
Sottoscrivo anche gli spazi bianchi delle prime righe che ho riportato. Ma La prego, non mi venga a dire che il programma elettorale di demagistris non coincide con l’attuale azione amministrativa del suddetto. Quel programma era una barzelletta, direi che al massimo siamo scaduti e caduti nella farsa, ma sempre in pieno e gioioso regime pulcinellesco; di demagistris tutto si può dire man che non stia mantenendo quel che ha promesso.
Il Madre, come del resto tutti i Musei Italiani di Arte Contemporanea, non si salva dotandolo di milioni di Euro, ma dandogli una Missione di Formazione di grande respiro, di un progetto riflessivo-formativo che abbia come destinatari la popolazione e nn più l’elite. Il Madre si salva con le donazioni e non con i prestiti , degli Artisti, dei Collezionisti, dei Galleristi, se a questi sta veramente a cuore la Cultura e la sua diffusione. Il Contemporaneo è un pensiero , una visione di un futuro, non una serie di mostre.Il Madre si salva se il sistema museale contemporaneo Italiano accetta di collaborare insieme ad un grande progetto divulgativo-formativo, in accordo con le altre istituzioni presenti sul territorio ( Accademie, Università, Istitutid’arte, di design etc).Il Madre si salva non attraverso un nuovo curatore ( ce ne sono a migliaia nel mondo), ma con la collaborazione di tutti, nella serena convinzione che i progetti del passato sono e rimangono del passato e che gli attori del contemporaneo capiscano quanto sia più importante, oggi, periodo di crisi non solo economica , ma anche e sopratutto di pensiero e di riflessione, ripensare al ruolo dei contenitori culturali pubblici contemporanei.
Bravo ! Il tuo sarebbe il pensiero corretto di un valido assessore alla cultura del Comune di Napoli. Il primo tra 500 files ........a differenza dell’assessore in carica.
Duccioha scritto:
lunedì 16 luglio 2012 ore 20.41.06
Fantastico!!!fanno diventare simpatici i bassoliniani!!!