PERFORAZIONI A BAGNOLI...ECCO COSA NON CONVINCE...CAMBIA LA FINALITA’DELL’INIZIATIVA....LE DUE DOMANDE...
giovedì 12 luglio 2012
Il sottosuolo dei Campi Flegrei (Napoli) come serbatoio termico per dare energia alla popolazione.
Una perforazione profonda quattro km per raggiungere liquidi geotermici ad alta temperatura, fino a 500 gradi centigradi, utilizzabili per produrre energia elettrica e riscaldamento domestico, ma anche per capire i meccanismi di funzionamento di uno dei vulcani attivi più temibili d’Europa: la caldera dei Campi Flegrei, a ridosso di Napoli. Il progetto è stato presentato dall’INGV a Poznan a latere della conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, che fra i suoi tanti temi in discussione ha anche quello del più intenso sfruttamento delle energie rinnovabili. “Fra di esse, oltre alle più citate energie eoliche e solari, ci sono senz’altro anche quelle geotermiche che consistono nello sfruttamento del calore interno della Terra – ricorda il professor Enzo Boschi, Presidente dell’INGV nell’illustrare i dettagli dell’innovativo programma. Ciò che ci proponiamo di fare è di cogliere contemporaneamente due opportunità offerte dall’area dei Campi Flegrei: una migliore conoscenza del suo sistema di alimentazione magmatico e dell’interazione fra il magma e gli acquiferi profondi dell’apparato vulcanico e uno sfruttamento pratico di una parte dell’energia in esso immagazzinata”. Il “Campi Flegrei Deep Drilling Project” questo il nome del progetto, è coordinato da Giuseppe De Natale e Claudia Troise, due ricercatori della sezione napoletana dell’INGV; ma coinvolge altre istituzioni scientifiche nazionali e internazionali di grande prestigio:GFZ(D), ETHZ (CH), UCL (UK), Royal Holloway (UK), USGS(USA); dal versante italiano vediamo in prima fila l’INGV, INOA-CNR, Università di Napoli e di Salerno, le Università di Roma, IAMC-CNR, AMRA-Campania, INOGS. I Campi Flegrei sono, insieme al Vesuvio, una delle aree vulcaniche più importanti al Mondo. La loro formazione è dovuta al collasso di una vasta area conseguente all’eruzione di imponenti volumi di magma. Nel corso dell’ultimo mezzo secolo hanno dato vita a diversi episodi spettacolari di sollevamento ed abbassamento del suolo (bradisisma) e la loro ultima eruzione risale al 1538. Il programma di perforazione del ‘Campi Flegrei Deep Drilling Project’ inizierà negli ultimi mesi del 2009, durerà circa 6 mesi ed avrà come obbiettivo l’effettuazione di un pozzo esplorativo che inizierà nell’area dell’acciaieria dimessa di Bagnoli (oggi Bagnolifutura spa) e, dopo aver raggiunto una profondità di 1700 metri, devierà sotto il Golfo di Pozzuoli, per raggiungere una profondità finale di 4 km al centro della caldera. Sonia Topazio
Questo un articolo del 2008.
Le finalita’ delle perforazioni a Bagnoli erano ben definite:produzione energia geotermica.Una perforazione che doveva raggiungere i 4000 metri.
Leggete invece cosa scrive,in questi giorni l’INGV,a seguito delle giustissime proteste di tanti cittadini:
..un progetto Internazionale di pura ricerca scientifica, che ha come obiettivo la mitigazione del rischio vulcanico nell’area flegrea attraverso un sostanziale miglioramento della conoscenza della struttura vulcanica e dei meccanismi di attività, con particolare riguardo ai fenomeni bradisismici, attraverso l’installazione in pozzo di sistemi di monitoraggio innovativi...
Ecco perchè il comunicato dell’INGV pubblicato due giorni fa sul sito del Sindaco De Magistris non convince.( comunicato che abbiamo pubblicato sul nostro sito).
Si parla infatti ,come unica finalita’,di studiare il fenomeno per prevenire e monitorare i fenomeni vulcanici.Scomparsa l’energia geotermica....
Strano che il Sindaco,prima di pubblicare sul suo sito questo nuovo comunicato,non abbia chiesto chiarimenti...
Qual’e’ lo scopo della perforazione? A quanti metri si fermeranno?
NPC
Commenti: 5
In questo spazio libero messo a vostra disposizione, avete la possibilità di dire quello che volete, come e quando volete...
Rispondo inoltre alla Sig.ra Sigillo: Intanto 15 milioni è il ’valore’ dellla perforazione profonda (3.5 km), non il costo, perchè sarà il Consorzio Internazionale ICDP (pubblico, perchè finanziato dai Consigli delle Ricerche dei Paesi membri) ad effettuare la perforazione con propri mezzi e personale. Intanto, Le devo dire che 15 Milioni di euro, per comprendere a fondo i fenomeni vulcanici e bradisismici dell’area a più alto rischio del Mondo, è un costo drammaticamente misero rispetto ai soldi che si buttano nel nostro Paese per i motivi più futili ed inconcludenti. La sicurezza di alcuni milioni di persone, che solo la Ricerca scientifica può garantire, vale almeno 100-1000 volte di più. Per quanto riguarda lil nome della società che ha vinto l’appalto del pozzo pilota (quello profondo come ho detto lo farà l’ICDP, in proprio) è: Perazzoli drilling, un’ottima società con base a Piacenza. Infine, non c’è alcun accordo, concessione, ecc. con il Comune di Napoli o altri Enti. In particolare (perchè penso si riferisca a questo) non c’è una Concessione o richiesta di Concessione Geotermica sul sito di Bagnolifutura. Spero di aver risposto esaurientemente a tutte le Sue domande, altrimenti non ha che da farle, al mio e-mail: giuseppe.denatale@ov.ingv.it . Cordiali Saluti, dal ’Venduto’ Prof. De Natale
Noto solo oggi questo blog e, come mia abitudine, fornisco i chiarimenti richiesti. Ribadisco che il CFDDP è un progetto di ricerca vulcanologica, che, come ho chiarito più volte, poichè andrà ad investigare le proprietà delle rocce per l’intero spessore dell’acquifero (3 km), darà anche importanti informazioni per successive analisi di potenziale geotermico. Ad esempio, permetterà di studiare da vicino i fluidi ad altissima temperatura (supercritici) rarissimi da trovare a profondità così superficiali (solo in Islanda, in vulcani con condizioni simili, li stanno studiando con perforazioni). Ecco perché il Progetto CFDDP è stato presentato al Convegno sulle Energie Rinnovabili a Poznan, al quale si riferisce il comunicato stampa citato. Ovviamente, essendo quel convegno focalizzato sull’energia, è stato dato rilievo principalmente ai risvolti di interesse geotermico, sebbene siano assolutamente secondari rispetto al vero obbiettivo che è vulcanologico. Faccio un altro esempio per capirci bene: il Progetto è stato anche presentato, in convegni di opto-elettronica, per l’interesse suscitato dai sistemi di monitoraggio in fibre ottiche termo-resistenti. In quei consessi, veniva dato rilievo alla parte opto-elettronica, ma è chiaro che l’obbiettivo fondamentale non è l’opto-elettronica ma la vulcanologia. Concludendo, devo anche dire che, fino a prova contraria, la Geotermia non è reato in Italia. Io, personalmente, sono uno dei più convinti fautori dello sviluppo Geotermico in Italia, ed a suo tempo l’ho proposto come valida alternativa al nucleare, che mi vede invece fortemente contrario. Sono quindi fortemente interessato ANCHE a quanto il CFDDP può dirci sul potenziale geotermico dei Flegrei. Ma, ciò che dev’essere chiaro ai cittadini, una volta per tutte, è che il Progetto CFDDP NON E’ mirato a costruire un impianto geotermico a Bagnolifutura, e NON E’ finanziato da società private interessate ad un simile sfruttamento.
L’INGV è un Istituto pieno di millantatori e di pseudo scienziati, vulcanologi, sismologi sempre al servizio del sistema e del potere. L’INGV a tutti noi italiani non dà nessunissima fiducia, del terremoto dell’Aquila sono i responsabili della morte delle tantissime persone perchè per motivi politici ed abbietti non diedero l’allarme e del recente terromoto dell’Emilia non hanno capito niente figurarsi cosa capiscono della trivellazione di un vulcano. "Campi Flegrei Deep Drilling Project”, coordinato dall’ingegnere Giuseppe De Natale, costa 15 milioni di dollari" vorrei sapere chi finanzia questo costosissimo progetto al venduto prof. De Natale. Vorrei sapere inoltre chi è la società che ha vinto l’appalto per trivellare. NOI CITTADINI VOGLIAMO VEDERE I DOCUMENTI CON ACCORDI, CONCESSIONI ED ALTRO, TRA IL COMUNE / INGV / E ALTRE PARTI IN CAUSA !!!! E’ UN NOSTRO DIRITTO E’ UN LORO DOVERE.
Continuo del post precedente: La loro formazione è dovuta al collasso di una vasta area conseguente all’eruzione di imponenti volumi di magma. Nel corso dell’ultimo mezzo secolo hanno dato vita a diversi episodi spettacolari di sollevamento ed abbassamento del suolo (bradisisma) e la loro ultima eruzione risale al 1538. Il programma di perforazione del ‘Campi Flegrei Deep Drilling Project’ inizierà negli ultimi mesi del 2009, durerà circa 6 mesi ed avrà come obbiettivo l’effettuazione di un pozzo esplorativo che inizierà nell’area dell’acciaieria dimessa di Bagnoli (oggi Bagnolifutura spa) e, dopo aver raggiunto una profondità di 1700 metri, devierà sotto il Golfo di Pozzuoli, per raggiungere una profondità finale di 4 km al centro della caldera. Sonia Topazio.
Come potete leggere in questa pubblicazione del 2008 l’obiettivo è....più profondo!!! Il sottosuolo dei Campi Flegrei (Napoli) come serbatoio termico per dare energia alla popolazione. 11/12/08 Poznan. Una perforazione profonda quattro km per raggiungere liquidi geotermici ad alta temperatura, fino a 500 gradi centigradi, utilizzabili per produrre energia elettrica e riscaldamento domestico, ma anche per capire i meccanismi di funzionamento di uno dei vulcani attivi più temibili d’Europa: la caldera dei Campi Flegrei, a ridosso di Napoli. Il progetto è stato presentato dall’INGV a Poznan a latere della conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, che fra i suoi tanti temi in discussione ha anche quello del più intenso sfruttamento delle energie rinnovabili. “Fra di esse, oltre alle più citate energie eoliche e solari, ci sono senz’altro anche quelle geotermiche che consistono nello sfruttamento del calore interno della Terra – ricorda il professor Enzo Boschi, Presidente dell’INGV nell’illustrare i dettagli dell’innovativo programma. Ciò che ci proponiamo di fare è di cogliere contemporaneamente due opportunità offerte dall’area dei Campi Flegrei: una migliore conoscenza del suo sistema di alimentazione magmatico e dell’interazione fra il magma e gli acquiferi profondi dell’apparato vulcanico e uno sfruttamento pratico di una parte dell’energia in esso immagazzinata”. Il “Campi Flegrei Deep Drilling Project” questo il nome del progetto, è coordinato da Giuseppe De Natale e Claudia Troise, due ricercatori della sezione napoletana dell’INGV; ma coinvolge altre istituzioni scientifiche nazionali e internazionali di grande prestigio:GFZ(D), ETHZ (CH), UCL (UK), Royal Holloway (UK), USGS(USA); dal versante italiano vediamo in prima fila l’INGV, INOA-CNR, Università di Napoli e di Salerno, le Università di Roma, IAMC-CNR, AMRA-Campania, INOGS.I Campi Flegrei sono, insieme al Vesuvio, una delle aree vulcaniche più importanti al Mondo.
La loro formazione è dovuta al collasso di una vasta area conseguente all’eruzione di imponenti volumi di magma. Nel corso dell’ultimo mezzo secolo hanno dato vita a diversi episodi spettacolari di sollevamento ed abbassamento del suolo (bradisisma) e la loro ultima eruzione risale al 1538. Il programma di perforazione del ‘Campi Flegrei Deep Drilling Project’ inizierà negli ultimi mesi del 2009, durerà circa 6 mesi ed avrà come obbiettivo l’effettuazione di un pozzo esplorativo che inizierà nell’area dell’acciaieria dimessa di Bagnoli (oggi Bagnolifutura spa) e, dopo aver raggiunto una profondità di 1700 metri, devierà sotto il Golfo di Pozzuoli, per raggiungere una profondità finale di 4 km al centro della caldera. Sonia Topazio.