L’ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA SULLE TRIVELLAZIONI A BAGNOLI "PURA RICERCA SCIENTIFICA...NON CI SONO RISCHI"
mercoledì 11 luglio 2012
Trivellazioni nei Campi Flegrei L’Ingv: «È pura ricerca scientifica»
NAPOLI - L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in merito al dibattito sul Progetto Internazionale di Ricerca «Campi Flegrei Deep Drilling Project» precisa che è «un progetto Internazionale di pura ricerca scientifica, che ha come obiettivo la mitigazione del rischio vulcanico nell’area flegrea attraverso un sostanziale miglioramento della conoscenza della struttura vulcanica e dei meccanismi di attività, con particolare riguardo ai fenomeni bradisismici, attraverso l’installazione in pozzo di sistemi di monitoraggio innovativi».
Il Progetto, si legge in una nota pubblicata sul sito web dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, «è stato approvato e finanziato dall’ICDP (International Continental Drilling Program), prestigioso consesso scientifico mondiale nel campo delle perforazioni profonde. L’approvazione del progetto ha previsto quattro gradi di valutazione scientifica e tecnica, da parte di diverse commissioni di scienziati del più alto livello internazionale. Per questo motivo, giudizi negativi di pochi ricercatori locali hanno un valore puramente soggettivo, non rilevanti in base alle normali regole di valutazione scientifica».
«La parte del progetto che è stata per ora pianificata e autorizzata è la realizzazione di un carotaggio, ossia un pozzo con estrazione di campioni di roccia, fino a 500 metri di profondità; tale profondità è simile o poco superiore agli usuali carotaggi utilizzati per la calibrazione delle mappe geologiche, anche nella stessa area. È incredibile affermare che un carotaggio di soli 500 metri possa mettere a rischio la popolazione. È altresì incredibile affermare che un semplice carotaggio a bassa profondità, ossia una perforazione senza prelievo o iniezione di fluidi possa causare terremoti, paragonandolo ad operazioni, come quelle di Basilea, in cui si iniettava acqua ad altissima pressione (centinaia di atmosfere) in pozzi profondi cinque chilometri, proprio per fratturare le rocce», si precisa ancora.
«Non ha senso mettere in relazione il Piano di Emergenza per i rischi vulcanici con un carotaggio di 500 metri. Il Piano di Emergenza dell’area si riferisce alle azioni tese a gestire un’emergenza vulcanica, non le attività di perforazione di un pozzo. Per la perforazione di un pozzo si parla di "Piano di Sicurezza"; questo è previsto dalla legge ed è stato ovviamente predisposto dal Progetto in questione. Affermazioni generiche che "ogni attivita" umana implica un rischio, anche minimò sono riferibili al "rischio di cantiere", ossia quello a cui sono esposti gli operatori che effettuano la perforazione. Questo è il rischio considerato nel "Piano di Sicurezza" ed è, nel nostro caso, gestito in modo da essere prossimo a zero. Le attività del CFDDP rientrano pienamente nei compiti dell’INGV, che è anche Organo della Protezione Civile Nazionale per i rischi sismico e vulcanico. Chi ritenesse che tali attività siano dannose per la popolazione ha l’onere di dimostrarlo», conclude il comunicato. IL MATTINO
NPC
Commenti: 4
In questo spazio libero messo a vostra disposizione, avete la possibilità di dire quello che volete, come e quando volete...
Questo comunicato estorto all’INGV per la pressione mediatica al sindaco su questo argomento poteva dire mai qualcosa di diverso? L’INGV è un Istituto pieno di millantatori e di pseudo scienziati, vulcanologi, sismologi sempre al servizio del sistema e del potere. L’INGV a tutti noi italiani non dà nessunissima fiducia, del terremoto dell’Aquila sono i responsabili della morte delle tantissime persone perchè per motivi politici ed abbietti non diedero l’allarme e del recente terromoto dell’Emilia non hanno capito niente figurarsi cosa capiscono della trivellazione di un vulcano.
ci sono alcuen cose che rimangono "poco" chiare dopo questo comunicato.La prima è che non viene comunicato a quale profondita’ comicerebbero eventuali rischi.La seconda è che ora INGV dichiara come finalita’ dell’iniziativa " la mitigazione del rischio vulcanico nell’area flegrea attraverso un sostanziale miglioramento della conoscenza della struttura vulcanica "Mesi fa lo stesso INGV dichiarava che l’iniziativa era finalizzata a valutare il possibile sfruttamento dell’energia geotermica dell’area....Dopo le proteste ecco una nuova finalita’di prevenzione...
Sull’Ansa noterete un azione sinergica tra il gruppo politico che preme per la trivellazione accusando scenziati nostrani di fare allarmismo e INGV.
caskiha scritto:
mercoledì 11 luglio 2012 ore 16.14.22
Colgo l’occasione per ricordare, ai responsabili dell’INGV , che ancora oggi le tracce dei sismografi sono illegibili. E’ gradito un riscontro, quanto meno la sistemazione del problema.