Bioetica ambientale e Farmacosofia: l’alfa e l’omega della Medicina in Campania nel terzo millennio
giovedì 5 luglio 2012
Bioetica ambientale e Farmacosofia: l’alfa e l’omega della Medicina in Campania nel terzo millennio
Gent.mo Direttore Corriere del Mezzogiorno Dott. Marco De Marco Carissimi Luca Marconi e Raffaele Nespoli, Nel seguire con la dovuta attenzione, da abbonato online, il vostro quotidiano impegno di informazione giornalistica sempre di elevata qualità, non posso sovente evitare di fare raffronti e comparazioni tecniche tra le varie notizie che vanno poi a costruire il vostro giornale. Di particolare rilievo oggi, dal mio punto di vista, a) l’ennesimo grido di allarme di colleghi clinici oncologi , in questo caso i nostri senologi, sui records di incidenza del cancro ma soprattutto sull’eccezionale ed innaturale abbassamento della eta’ media di comparsa del cancro in campania (+ 28 % cancro della mammella e ben due casi su sette in donne giovani al di sotto dei 40 anni), b)la scioccante relazione di Legambiente “Ecomafie 2012” che snocciola ogni anno dati terrificanti sullo sversamento in Campania di rifiuti tossici ormai certificata in media pari a non meno di 350mila tonnellate l’anno dei peggiori veleni industriali di italia in flusso costante da nord verso sud, e infine c)l’accorato appello del prof Calabro’ contro i tagli in Sanita’, specie per i farmaci “innovativi”. Le tre notizie sono in modo evidente e grave tra loro strettamente collegate. Da anni , grazie anche al vostro lavoro di informazione, non sfugge ai cittadini campani che non è credibile che i picchi di incidenza di tutte le patologie cronico degenerative che stiamo registrando nella nostra regione solo negli ultimi venti anni siano causati solo dai cattivi stili di vita individuali (quali nel cancro della mammella?) , ma anche dalle ormai decine di milioni di tonnellate di rifiuti tossico nocivi (non certo urbani) ingoiati dalla nostra terra a partire dal principio degli anni 80 che ha trasformato la storia naturale di malattie come il cancro in Campania, oggi innaturalmente piu’ aggressivo e più incidente nei giovani che negli anziani della nostra regione. E per dare ulteriore corretta informazione su cosa significhi nella realtà e nei costi questo dato scioccante, ritengo necessario a questo punto che diate spazio (finalmente!) alla Verità trasmettendo alla opinione pubblica quanto attestato dallo stesso prof Umberto Veronesi sul Bollettino dell’Ordine dei Medici di Napoli nello scorso aprile 2012, in risposta ad una specifica domanda del nostro prof Cimmino (Biochimico della Universita’ Federico II) : “……in definitiva il termine guarigione risulta inappropriato sostanzialmente ……” . Risposta del prof Umberto Veronesi :”……ha ragione nel sostenere che il termine guarigione , in senso assoluto, e’ inappropriato …..il fatto di parlare di guarigione alla gente (ndr : cancro della mammella!) per quanto possa essere un messaggio approssimativo, è però fondamentale, ed ha avuto il grande merito di avvicinare la popolazione alla diagnosi precoce” La diagnosi precoce, in termini medici, si chiama Prevenzione Secondaria. E’ quella che si fa negli studi dei medici che fanno anche visite private e usano farmaci innovativi ad alto costo per curare, facendo sperare nella “guarigione”. Noi tecnici, come attestato anche dal Prof Umberto Veronesi, sappiamo che spesso però è un termine “inappropriato” ed “approssimativo”, specie quando ci si riferisce al cancro che insorge nei pazienti al di sotto dei 40 anni con incidenza innaturale ed eccessiva come da circa venti anni, a causa del disastro ambientale che viviamo passivamente, sta accadendo in Campania. E ancora non vedo una adeguata mobilitazione a tutela della salute pubblica innanzitutto nella corretta informazione da parte dei Medici. Cosa comporta come conseguenza questo? Registriamo una mobilita’ eccessiva verso le Regioni che curano (come abbiamo visto “inappropriatamente” ed “approssimativamente”) con farmaci “innovativi” e ad altissimo costo, e non sempre dotati di dimostrata efficacia clinica e quindi di corretto rapporto costo/beneficio a tutela della sopravvivenza stessa del Sistema Sanitario Pubblico Nazionale, Nel lontano aprile del 2007, molti anni prima della crisi globale che ci sta mordendo , avevo scritto sempre sul Bollettino dell’Ordine dei Medici di Napoli l’articolo “Farmacosofia, la Scienza del terzo millennio”. Se noi Medici della Campania ricordiamo di essere i diretti eredi di Giuseppe Moscati e non di Big Pharma, io non ho paura di non disporre di farmaci innovativi in numero e quantità illimitate per curare , comunque “inappropriatamente “ ed “approssimativamente”, le nostre pazienti , se non fossero innaturalmente cosi giovani. In questo caso , purtroppo, ho certo obbligo morale di combattere con tutte le armi innovative a disposizione , queste forme di cancro cosi innaturali e quindi aggressive. Io vivo da tempo nel terrore di non riuscire a fermare questa deriva del tutto innaturale di abbassamento della eta’ di incidenza di malattia in Campania che mi trasforma una giovane vita non solo in angoscia ma anche in costo sanitario insostenibile, se il cancro compare addirittura a meno di venti anni. Nel giorno in cui mi accingo a partecipare anche io alla difesa della Biblioteca e dell’Istituto Internazionale di Studi Filosofici di Napoli dell’Avv Gerardo Marotta, che mi ha insegnato l’Etica di essere Cittadino e quindi Medico, lascio a voi questo messaggio di corretta informazione per i nostri concittadini campani e Governatori della Sanità: Bioetica Ambientale e Farmacosofia sono nel terzo millennio della nostra martirizzata Regione l’alfa e l’omega della Medicina, Non possiamo sopravvivere sani , seppur giovani, in una Terra che non ha e non vuole fare controlli su oltre mezzo milione di tonnellate di rifiuti tossici (industriali e non urbani!) che ingoia e respira ogni anno da oltre venti anni. Non possiamo sperare di curare, e comunque “inappropriatamente” ed “approssimativamente”, patologie come il cancro, sopportandone i costi sociali, se non ci decidiamo a non essere piu’ soltanto Medici “innovativi” che rischiano di farsi “usare” da Farmaci “intelligenti”. Noi siamo gli eredi diretti di Moscati. Dobbiamo tornare ad essere Medici “intelligenti” che fondano la Medicina sulla Prevenzione Primaria e usano (anche) farmaci “innovativi”, ma ,soprattutto, non si fanno “usare” da loro e dagli Esculapi del terzo millennio oggi di stanza in Lombardia, pagati coi soldi delle nostre tasse. Come sappiamo tutti, Zeus, quando si accorse che Esculapio, quello vero, esagerava nel lanciare messaggi “inappropriati ed approssimativi” di guarigione sino all’immortalità, semplicemente, lo fulmino’ ! Napoli, li 5 luglio 2012 Dott. Antonio Marfella Dirigente Responsabile SSD Farmacoeconomia IRCCS Fondazione Sen G Pascale Difensore Civico Assise di Palazzo Marigliano Direttivo Campania ISDE MEDICI PER AMBIENTE
npc
Commenti: 3
In questo spazio libero messo a vostra disposizione, avete la possibilità di dire quello che volete, come e quando volete...
caskiha scritto:
giovedì 5 luglio 2012 ore 18.24.24
@dott Marfella Sono dell’idea che uno degli strumenti da utilizzare è la sensibilizzazione della gente alla difesa del proprio territorio partendo dal corretto comportamento individuale. Poco tempo fa ho letto, su un quotidiano, che il padre di un camorrista era morto di tumore dopo che per anni aveva interrato nelle terre del suo circondario rifiuti tossici. Ebbene quest’articolo prendeva si e no una decina di righe, mentre doveva, a mio parere, occupare uno spazio ben maggiore e posizionato in prima pagina. Questo per dire che l’informazione deve arrivare anche all’ultimo cittadino di questa nostra terra martoriata. A martoriare questa terra non sono solo i camorristi e i loro collusi ma anche chi ha la responsabilità di rilevare e comunicare i livelli di inquinanti presenti nel nostro ambiente. Torno sul silenzio, sulle mancate risposte sul non funzionamento delle tre centraline che monitorizzano l’area dell’inceneritore di Acerra; per il quale chiedo da tempo l’esercito per il controllo dei rifiuti in entrata e per la corretta destinazione delle ceneri tossiche. Purtroppo oltre l’immondizia abbiamo anche il problema dell’immondizia dell’inceneritore di cui nessuno parla.