LUNGOMARE...INNOVAZIONE NON E’ SQUILIBRIO...CONSERVAZIONE E’ FUTURO..
sabato 30 giugno 2012
Gentilissima, solo due parole per incasellare le definizioni al giusto posto.
Se per "conservatore" si intende “ un atteggiamento ideologico che in politica diffida dei cambiamenti improvvisi, e sostiene invece l’opportunità di preservare un determinato stato politico, sociale e religioso.”, quando si tratta dell’interpretazione dell’essenza del patrimonio cittadino, credo possiamo essere orgogliosi di tale definizione.
Le faccio un esempio, e mi scuso con tutti se dovrò essere serissima, ma credo che un chiarimento deciso debba essere fatto una volta per tutte.
La piramide di vetro davanti al Louvre. Avete presente? L’hanno malamente riprodotta anche davanti ad alcuni centri commerciali dell’interland campano. La differenza è che a Parigi l’accostamento tra la sede del museo del Louvre e la piramide di vetro, alta venti metri, è l’emblema della convivenza tra l’antico e l’architettura d’avanguardia, e si riallaccia ai progetti sviluppati dagli architetti della rivoluzione francese.
La piramide contribuisce a rendere distintivo il Museo del Louvre e simboleggia la fierezza del popolo francese. L’opera ha contribuito commercialmente ad attirare visitatori e quindi ad aumentare gli incassi del museo. Questo è un esempio di innovazione consapevole.
INNOVAZIONE VERA, che non azzera il passato, che è tecnologicamene avanzata ed attraverso l’altissimo livello della prestazione media con esso, promuovendo il futuro.
Nessuno, a parte i compiacenti radical scic autoreferenti e sconosciuti a pochi chilometri da casa propria, può definire arte, innovazione, coerenza o gusto della dissonanza, il mediocre stato in cui è stato ridotto il lungomare.
Non sono innovativi gli esempi più che desolanti di una mal interpretata restituzione degli spazi a chi degli stessi è sempre stato padrone. Prova ne è che nessuno pagherebbe per andare sul lungomare, che non c’è un turista che liberamente scelga di sostarvi e poi ( più importante ) di ritornarci, perché solo chi ama le fiere del paesello può frequentarlo, e solo sporadicamente, ritrovandoci lo stile e le modalità della provincia.
Napoli ha una storia da Capitale, ed è questo ricordo, che attraverso l’innovazione, deve trasmettere. Non saranno i madonnari, quelli che ballano il tango di notte o i ristoranti che propinano discutibili pietanze al pesce surgelato che faranno del lungomare la meta di chi viene a Napoli per godere di una antica capitale del bel mondo.
Lo spettacolo è decisamente volgare e poco invitante per gli stranieri come per i napoletani. Chi ne gode allora? Bah, quegli sparuti che con il loro chiasso e la loro invadenza disturbano quelli che un tempo godevano ad abitare in zona.
Mi spiace ma credo che l’innovazione, quella vera, percorra altri binari: quelli che passano per l’interpretazione, il genius loci , la consapevole e calibrata commercializzazione delle risorse.
Sono stata troppo tecnica? In soldoni: via le baracchette da circo e largo all’arte, al gusto ed allo stile: il lungomare ha bisogno dei napoletani , e questo non significa ha bisogno del caos e del traffico, ma di qualche panchina, dei suoi alberi, dell’eliminazione delle cancellate e dei divieti, almeno nei giorni feriali.
Il lungomare è stato liberato, si, ma dai napoletani.
Bisogna ridarglielo. Quando si progetta un qualsiasi cambiamento, prima di attivarlo si pensi ad un quadro generale, nel quale anche le alternative vengono prima delle scelte forzate, e le scelte, per quanto futuribili tengano sempre presente il peso del passato. Innovazione non è squilibrio ! Conservazione è futuro. Fabiana Gardini
Lettera di risposta dell’architetto Gardini a una commentatrice che le aveva evidenziato come fossero "innovative" le iniziative che si stanno moltiplicando sul Lungomare..
NPC
Commenti: 5
In questo spazio libero messo a vostra disposizione, avete la possibilità di dire quello che volete, come e quando volete...
antonioha scritto:
sabato 30 giugno 2012 ore 9.32.31
mi farebbe molto piacere rileggere tutte le proposta che napoli punto e a capo ha fatto alle istituzioni al fine di restituire il golfo alla sua piena funzionalità in primis alla balneazione. Senza quella funzione non ha significato parlare di lungomare. Mio padre mi ha sempre raccontato che uno degli stabilimenti balneari più importanti di napoli stava a PIAZZA VITTORIA.
trasmetta la sua email in segreteria cosi’ le mandiamo le ultime iniziativa che abbiamo avvito con Api Napoli su questo tema.Saluti
npcha scritto:
sabato 30 giugno 2012 ore 13.50.19
non è arrivata alcune email in segreteria.Comunque una breve sintesi delle ultime iniziative.Abbiamo incotrato il Presidente Caldoro lascindogli un documento dove chiediamo che la depurazione delle acque del Golfo e il problema dell’aria avvelenata che respiriamo divengano priorita’assoluta insieme ai Gandi progetti presentati alla Ue.Vogliamo un impegno preciso in questo senso.Abbiamo incontrato l’assessore Romano per conoscere la situazione attuale della gestione dei depuratori(catastrofica sia in termini di risorse disponibili che di debiti pregressi che di carrozzoni clientelari di personale assunto nei depuratori).Entro la fine dell’estate dovrebbe essere identificato sia il nuovo gestore sia l’esatto elenco di opere da realizzare per mettere i depuratori nelle condizioni di funzionare bene.Siamo stati a Roma alla Sogesid, societa’ pubblica che in Autunno dovrebbe cominciare alcuni interventi nelle depurazioni.A settembre saranno a Napoli a illustrarci il programma.Abbiamo scritto alle associazioni di categoria, sindacati, ordini professionali affinche’ si faccia massa critica per considerare la depurazione un’assoluta priorita’ del territorio e avviare un’azione costruttiva di pressione alle Istituzioni locali.Abbiamo fatto inserire nel programma del neo viceopresidente dell’Unione degli Industriali Legoara de Feo il progetto "depurazione"quale assoluta priorita’per la sua delega(risorsa mare).Abbiamo chiesto all’assessore Romano una rete di rilevazione della qualita’ delle acque che possa dare un monitoraggio preciso e aggiornato.Abbiamo chiesto alle associaizioni turistiche che si facciano portavoce con le Istituzioni locali la tassa di presenza quotidiana sia destinata soprattutto alle depurazione delle acque.Abbiamo scritto alle Universita’ di Ingegneria per un’iniziativa congiunta per verificare se le scelte teconologiche in essere e quelle programmate sono il top.Noi continuiamo...
nel rispetto delle regole è giusto che il Lungomare liberato non sia un sepolcro off-limits e che ci vadano liberamente anche manifestanti, madonnari, gay, musulmani e non napoletani. Ci sono tante manifestazioni in programma, sono d’accordo con chi ha scritto che è solo questione di abitudine e poi questa cosa (che viene apprezzata anche a livello internazionale, altrimenti non avremmo avuto Davis, 2 Americans Cup, Giro d’Italia femminile e maschile. Di qui l’incontestabile valore aggiunto a livello turistico) andrà definitivamente in porto.
Quando si vuole , ad ogni costo , cambiare nella convinzione assurda che il ’’nuovo’R sia sempre migliore spesso si producono enormi danni . Alcune scelte , soprattutto quelle che incidono profondamente sulla vita di migliaia di napoletani , andrebbero valutate , condivise , preparate con cura . L’improvvisazione , la voglia di protagonismo , l’incapacità di ascoltare e confrontarsi serenamente e senza pregiudizi con chi dissente rappresentano invece i mali più evidenti di questa amministrazione . L’esempio di Parigi è perfetto . Passato e futuro , innovazione e conservazione attraverso scelte di altissimo livello qualitativo . Insomma , nell’interesse della Città , ambizioni alte e meno proclami ...
Mamma che foto emblematica...il bazar dello sport fai da te...e perchè mai dovrebbe attirare turisti..evidente che i turisti lo preferiscono un milione di volte come era prima!!