Ma questi 80 milioni di euro daranno respiro anche al Cantiere di Castellammare?
venerdì 29 giugno 2012
Un prestito da 140 milioni di euro, concesso dalla Banca Europea per gli Investimenti (Bei), consentirà a Fincantieri di costruire le navi del futuro. Ieri, a Roma, è stato firmato l’accordo per sbloccare una prima parte dei fondi, pari a 80 milioni di euro, e consentire così alla società leader nel settore della cantieristica navale di avviare in propri programmi di ricerca e sviluppo. Inevitabili, a questo punto, le ricadute positive per lo stabilimento di Castellammare di Stabia (Napoli), dove negli ultimi anni Fincantieri ha sensibilmente ridotto produzione e posti di lavoro. A sottoscrivere il contratto il vice presidente della Bei con delega alle operazioni da effettuare in Italia, a Malta e nei Balcani Occidentali, Dario Scannapieco, e l’amministratore delegato dell’azienda Giuseppe Bono.
Navi ecologiche La ricerca di Fincantieri si concentra soprattutto sulla necessità di costruire navi a basso impatto ambientale, sia per quanto concerne i materiali che per la parte relativa al consumo di carburante. L’attività del settore scientifico del gruppo si muove lungo tre filoni principali: soluzioni tecnologiche finalizzate al miglioramento dell’efficienza energetica e alla riduzione del consumo di carburante delle navi; ottimizzazione della configurazione delle stesse, sia durante la costruzione sia nella fase operativa, così da incrementarne la sicurezza e ridurne l’impatto ambientale; studi innovativi, anche in relazione al design, per ridurre le masse e incrementare lo spazio abitabile delle navi. “Maggior efficienza energetica e miglior impatto ambientale – si legge nella nota diffusa a margine dell’accordo – sono attività che rientrano interamente nella tradizionale attività di finanziamento della Banca dell’Unione europea, a cui si aggiunge un effetto sulla crescita dell’occupazione indotto dalla cantieristica navale, la cui filiera produttiva coinvolge un numero elevato di piccole e medie imprese in tutto il territorio”.
L’azienda Fondata nel 1959, Fincantieri è una delle principali realtà mondiali nel campo della cantieristica navale con una specializzazione nella costruzione di mega yacht. Fanno parte del gruppo Orizzonte Sistemi Navali, con sede a Genova, Isotta Fraschini Motori (Bari), Fincantieri Marine Systems North America (Usa), Fincantieri Marine Group (Usa) e Cetena (Genova). Quest’ultima società si dedica esclusivamente al settore ricerca e sviluppo. Nel periodo pre crisi l’azienda ha investito in media 40 milioni di euro l’anno per produrre innovazioni di prodotto e di processo. La partecipazione di Fincantieri è significativa nei progetti europei quali Safedor (nuovi approcci alla progettazione), Mc/Wap (fuel cells), Intership (competitività dell’intero processo produttivo) e nazionali come Ecomos (ottimizzazione dei gas di scarico). “Inoltre per il prodotto nave – comunica la società attraverso il proprio portale web – beneficia di nuove tecnologie innovative per ridurre i consumi energetici e per ridurre gli impatti ambientali con lo studio di nuovi materiali”.
La crisi Gli investimenti in innovazione sono il tentativo estremo di superare uno stato di crisi iniziato nel 2010 con il decremento delle commesse. Solo a Castellammare di Stabia sono a rischio 2 mila posti di lavoro. Il presidente di Fincantieri, Corrado Antonini, proprio in questi giorni a Bruxelles per una convention delle aziende crocieristiche, dice che “la concorrenza è aumentata e la domanda sensibilmente diminuita, spetta adesso alla Commissione Europea intervenire per salvare il settore”. IL DENARO
NPC
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