Entra nel vivo il Grande Progetto “Centro storico di Napoli -valorizzazione del sito Unesco”, per riqualificare il cuore antico del capoluogo campano. Con la sottoscrizione, infatti, del protocollo d’intesa tra Regione Campania, Comune di Napoli, Arcidiocesi di Napoli, Ministero per i Beni culturali e Provveditorato interregionale per le opere pubbliche della Campania e il Molise, vengono sbloccati 100 milioni di euro di fondi comunitari provenienti dal Por Fesr 2007-2013. L’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia, oltre ad esprimere soddisfazione nell’apprendere la notizia della sottoscrizione del protocollo d’intesa e dello sblocco delle risorse economiche, invita l’amministrazione comunale ad una profonda riflessione, considerando che gli interventi programmati potranno essere di fondamentale importanza non solo per la città, che potrà riappropriarsi di un’area oggi oggetto di degrado, ma anche per i tanti professionisti che gravitano nel mondo dell’edilizia, un settore pienamente investito dalla crisi economica. L’ordine, in particolare, chiede che venga riattivato, presso il Comune di Napoli, il tavolo di concertazione con gli ordini tecnici interessati, già aperto con il precedente assessore al ramo e mai più riconvocato. Il tavolo, infatti, fissava procedure chiare e trasparenti nell’attribuzione degli incarichi e aveva stabilito, con linee guida condivise dalla precedente amministrazione, i criteri e le regole per la formazione dei gruppi di lavoro multidisciplinari a cui affidare la progettazione delle singole opere. Un modello virtuoso con il quale verrebbe offerto maggiore spazio ai giovani talenti e che consentirebbe un’ampia partecipazione di professionisti. L’auspicio, quindi, è che gli sforzi del passato non vengano vanificati nel presente e, tantomeno, nel futuro. Il programma prevede la realizzazione di 30 opere che dovranno essere completate entro il 2015, in linea con i tempi fissati dalla programmazione della spesa delle risorse europee. I bandi, secondo Palazzo Santa Lucia, partiranno nel secondo semestre del 2012. In base all’intesa appena sottoscritta, sarà il Provveditorato alle Opere Pubbliche a svolgere il ruolo di stazione appaltante. Le risorse economiche verranno utilizzate per recuperare edifici pubblici, chiese, monasteri e complessi ospedalieri in gran parte chiusi e che saranno destinati ad attività culturali o di accoglienza. In realtà, l’imponente programma di riqualificazione del centro cittadino era già partito nel 2007, con la sigla di un protocollo d’intesa tra la precedente amministrazione regionale, il Comune di Napoli, la Curia e la Soprintendenza ai beni archeologici, con cui si dava il via al progetto integrato urbano (Piu Europa) per Napoli. Tuttavia gli interventi, prima ancora di partire, hanno subito una brusca frenata. La giunta regionale, infatti, a luglio del 2010 ha bloccato i 200 milioni destinati al programma. La maxidelibera con lo stanziamento dei fondi, approvata nel gennaio precedente, era finita nel calderone degli atti che avevano contribuito al non rispetto del patto di stabilità interno, sforato a partire da luglio 2009. Poi, ad aprile 2011, l’intervento è stato inserito tra i 22 Grandi progetti della Regione Campania, inviati a Bruxelles per il via libera definitivo. I fondi, però, sono stati dimezzati. Partendo da Porta Capuana, la riqualificazione riguarderà via dei Tribunali fino a Port’Alba. Gli investimenti previsti sono divisi in quattro tipologie d’intervento. La fetta più consistente di fondi, 62,5 milioni, servirà per il recupero di edifici e complessi monumentali. Tra le principali opere in programma (vedere anche tabella qui in altro – Ndr) c’è la riqualificazione del complesso di Castel Capuano (5 milioni), il recupero e il miglioramento della fruibilità del Duomo (3,5 milioni), la rifunzionalizzazione dei Girolamini (5 milioni), del Complesso dei Santi Severino e Sossio (5,2 milioni), di quello di S. Paolo Maggiore (4 milioni). Trenta milioni andranno alla riqualificazione degli spazi urbani, con il rifacimento dei sottoservizi, infrastrutture telematiche, riqualificazione dei tracciati pedonali e carrabili, realizzazione di spazi verdi per attività ludico-ricreative, opere di illuminazione e di arredo urbano. Con altri 6,5 milioni verranno valorizzate le aree archeologiche dell’Insula del Duomo, il Complesso di S. Lorenzo Maggiore e il Teatro antico di Neapolis. Previsto un milione per il sistema urbano nell’area della Ztl. Gli interventi e i costi • Recupero porta Capuana: 1,5 milioni • CastelCapuano: 5 milioni • Complesso di S. Maria della Pace: 6 milioni • Complesso Pio Monte della Misericordia: 1,6 milioni • Insula del Duomo: 3,5 milioni • Complesso di S. Maria della Colonna: 1,5 milioni • Complesso dei Gerolomini: 5 milioni • Complesso di S. Lorenzo Maggiore: 3 milioni • Complesso di S. Paolo Maggiore: 4 milioni • Complesso S.Gregorio Armeno ed ex Asilo Filangieri: 1,1 milioni • Complesso dei Santi Severino e Sossio: 5,2milioni • Complesso di S. Maria Maggiore – Cappella Pontaniana: 1 milione • Chiesa S. Pietro a Majella: 3 milioni • Chiesa del Monte dei Poveri: 3 milioni • Chiesa di S.Pietro Martire: 2 milioni • Chiesa di S.Croce al Mercato: 500mila euro • Cappella S. Tommaso a Capuana – Chiesa di S. Maria del Rifugio (S. Anna) – Cappella di S. Gennaro a SedilCapuano- Chiesa di S. Andrea a SedilCapuano – Chiesa S.Maria della Sanità: 500 mila euro • Complesso dell’Annunziata e dell’Ascalesi: 1 milione • Ospedale degli Incurabili: 3,5 milioni • SS. Cosma e Damiano: 900mila euro • Complesso di S. Maria La Nova: 1,1 milioni • Cappella Pignatelli: 700mila euro • Palazzo del Monte di Pietà: 2,4 milioni • Recupero Museo Filangieri: 3,2 milioni • Tempio della Scorciata: 2,3 milioni • Insula del Duomo: 1,5 milioni • Complesso di S. Lorenzo Maggiore: 1 milione • Teatro antico di Neapolis: 4 milioni IL DENARO
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