Madre, la Regione stanzia i fondi "Questi soldi devono bastare"
Per quest’anno 2 milioni e 300 mila euro. E altro 5 milioni e mezzo per i prossimi due. L’assessore: "Il museo dovrà vivere con queste cifre, non abbiamo nessuna intenzione di liquidarlo" di BIANCA DE FAZIO
«IL museo Madre chiude. Ma chiude solo con la sua vecchia politica e la sua vecchia gestione». L’assessore regionale alla Cultura, Caterina Miraglia, afferma «che non abbiamo alcuna intenzione di liquidare il museo di via Settembrini», ma si cambia musica. Si cambia, ad esempio, il contratto con Scabec, la società che fornisce i servizi al museo. Tutto rinegoziato o da rinegoziare. Anche alla luce degli stanziamenti che ieri la Regione ha stabilito dovranno rimpinguare le casse del Madre.
«Abbiamo stanziato 2 milioni e 300 mila euro di fondi ordinari, per quest’anno. E altri 5 milioni e 650 mila euro per i prossimi due anni. Fondi europei, questi ultimi, destinati alla prosecuzione dei progetti del Madre». Cifre che definiscono, afferma la Miraglia, con quali e quanti soldi il Madre deve continuare a vivere. «I soldi a disposizione della gestione e dei progetti del Madre sono questi. Non si scappa. Il museo deve vivere con queste cifre». Intanto «lo abbiamo finanziariamente salvato», poi «ne cambiamo il progetto politico». Oggi la Fondazione Donnaregina, che gestisce il Madre, è presieduta dal professore Pierpaolo Forte, «e sarà lui a dettare le linee del nuovo progetto».
Lo psicodramma sul Madre che chiude, anzi non chiude più, non è una novità. Va in scena da mesi. Con continue minacce di chiudere i battenti, di licenziare tutti i lavoratori, di dare l’addio al sogno dell’arte contemporanea a Napoli.
Con continui salvataggi in corner. E anche la promessa di una nuova gestione, chiamata a garantire la sopravvivenza del museo, non è cosa nuova. Pierpaolo Forte è ai vertici della Fondazione ormai da mesi, ma non è riuscito neppure a dare il via alla gara, preannunciata, per il nuovo direttore artistico, finita la stagione di Eduardo Cicelyn. Il nuovo direttore avrebbe dovuto insediarsi a fine maggio, stando agli annunci.
Non ce n’è traccia per un motivo assai semplice: mancavano i soldi persino per pagare il direttore artistico, quale che fosse. E senza potergli promettere un compenso non si poteva neppure proporre ad alcuno di ricoprire quell’incarico. La situazione dovrebbe essersi adesso sbloccata, contestualmente alla rinegoziazione con Scabec circa i compensi per le forniture e i servizi appaltati al consorzio. A chiedere all’assessore se riapriranno le sale ormai inaccessibili e svuotate di opere, ci si sente rispondere con un altro interrogativo: «Che cosa dobbiamo dedurre dal fatto che le opere d’arte vadano via con l’andar via del direttore? Ma quando mai si è vista altrove una cosa del genere? Episodi che non raccontano nulla di buono». E sui quali, per ora, tacciono sia l’assessore che il presidente della Fondazione. «Ma a settembre, spero, ci sarà un nuovo direttore. Giusto il tempo — conclude l’assessore — di fare il bando e vagliare le candidature»
la repubblica napoli
Commenti: 1
In questo spazio libero messo a vostra disposizione, avete la possibilità di dire quello che volete, come e quando volete...
il Madre è passivo dal primo giorno che è nato...il numero di visitatori rispetto ai costi è ridicolo, era una bella iniziativa specie per l’area nella quale si trova ma è insostenibile.
Si sposti tutto sul PAN che anche è in crisi, è inutile mantenere due strutture passive.
Si venda il Madre a privati e si faccia cassa........