FUMARE LA MARIJUANA FA MOLTO MALE...STUDIO DELLA FONDAZIONE BRITANNICA PER I POLMONI..DEDICATO AGLI ORGANIZZATORI DEL CORTEO ORGANIZZATO SUL LUNGOMARE A FAVORE DELLE DROGHE LIBERE
martedì 26 giugno 2012
Fumare marijuana fa male, ancora di più rispetto alle sigarette di tabacco. È la conclusione la British Lung Foundation, la Fondazione Britannica per i Polmoni, che in uno studio - non definitivo - evidenzia una stretta correlazione tra gli spinelli e l’insorgere di tubercolosi, bronchite e addirittura schizofrenia. [Attenzione allo spinello avvelenato realizzato con cannabis sintetica]
Tumori e spinelli Secondo i ricercatori londinesi le “canne” aumenterebbero venti volte più delle sigarette il rischio di insorgenza di tumore polmonare. E il consumo occasionale non sembra essere sufficiente per mettersi al riparo dai rischi. A rendere così pericolosa la marijuana è la sua modalità di assunzione: chi la fuma, aspira con boccate molto profonde e lunghe che introducono nell’organismo quantità di catrame e monossido di carbonio rispettivamente quattro e cinque volte più elevate rispetto a una sigaretta. Eppure, soprattutto tra i più giovani che sono i più affezionati consumatori di questo stupefacente, manca una vera consapevolezza dei rischi: l’88% dei ragazzi con meno di 24 anni intervistati dalla BLF ritiene infatti la marijuana molto più sana e naturale delle sigarette. Proprio per questo, da 25 anni, il 26 giugno si celebra la Giornata mondiale contro le droghe. Istituita dall’ONU nel 1987, ha l’obiettivo di informare e offrire risposte sulle sostanze stupefacenti e sui rischi legati alla loro assunzione.
Qualche giorno fa siamo stati chiamati "bacchettoni" per aver espresso la nostra contrarieta’verso coloro che hanno organizzato un corteo sul Lungomare per chiedere la liberalizzazione delle droghe leggere....
FOCUS
Commenti: 6
In questo spazio libero messo a vostra disposizione, avete la possibilità di dire quello che volete, come e quando volete...
Alessandroha scritto:
mercoledì 27 giugno 2012 ore 10.26.15
Non ho ancora preso visione di questo studio, quindi mi astengo dal commentare nel merito.
Ma attenzione: per una corretta informazione, andrebbe detto che in letteratura esiste un corpus immenso di studi che dimostrano che l’assunzione di thc non ha particolari effetti nocivi.
A ben leggere, anche questo studio conferma quello che già sapevamo: a far male non è la marijuana in sé, ma le modalità di assunzione. Ovvero, fumata (e già questo...), mista a tabacco (notoriamente pieno di catrame) in una sigaretta che il più delle volte non ha un vero filtro.
Praticamente è una sigaretta come le vecchie e famigerate nazionali senza filtro. Ma non è la marijuana che fa male, stando all’articolo che avete citato. Il nesso causale non sussiste, perché se dalla canna togliessimo la marijuana, i rischi sarebbero uguali. E’ il vostro stesso articolo a non attribuire effetti nocivi alla marijuana, ma alle modalità di assunzione (fumata in sigaretta "artigianale").
La massa di studi che dimostrano l’innocuità del thc è, ripeto, notevolissima. Talmente notevole che in alcune parti del mondo è possibile fumare marijuana, e ne addirittura ammesso l’uso a fini terapeutici.
Diverso è il discorso sulla liberalizzazione delle droghe leggere, molto più complesso e articolato. Che non affronto qui, perché non ne è la sede. Per la cronaca non sono un aperto sostenitore della liberalizzazione, né avevo una parrucca à la Bob Marley e sfilavo con i ragazzi del corteo.
il dibattito è sempre aperto e le ragioni di chi propone la liberalizzazione sono notevoli. La legalizzazione delle droghe leggere potrebbe essere un passo avanti verso una società più consapevole delle proprie problematiche e più coerente nelle sue scelte. Ci definiamo una società moderna e democratica ma sicuramente rendere illegali sostanze non pericolose e addirittura che in certi casi possono arrivare ad essere terapeutiche è un freno che dovremmo impegnarci ad eliminare. La legalizzazione delle droghe leggere prevede la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati (marijuana, hascisc). Il composto prevalente di tale sostanza è il delta-9-THC una proteina che ha varie qualità terapeutiche. Sostanze come la marijuana, grazie alla presenza di questa proteina, potrebbero essere utilizzate (e sono utilizzate anche se illegalmente) da persone malate di cancro e da sieropositivi per combattere fastidiose conseguenze della chemioterapia o di forti farmaci utilizzati per combattere l’AIDS. Gli effetti della cannabis su persone sottoposte a chemioterapia sono quelli di eliminare il senso di nausea, di ridurre gli spasmi e la spasticità muscolare. Sui malati di AIDS la marijuana ha effetti ancora più sorprendenti: il fumo di queste sostanze arriva lì dove altri medicinali spesso falliscono, poiché crea un sostanziale appetito aiutando il sieropositivo a contrastare seconde conseguenze della malattia come l’anoressia; in questo modo può arrivare addirittura a prolungare la vita del malato. Oltre ai motivi medici, ci sono anche diverse ragioni sociali che sostengono la tesi dei pro-legalizzazione. La legalizzazione delle droghe leggere può, infatti, aiutare a combattere altri problemi egualmente diffusi e molto più gravi come la diffusione di droghe pesanti, soprattutto tra i giovani. Accade in Olanda e con successo. W L’Olanda, allora!
Sono onorato di essere definito "bacchettone" ma è ora che la si smetta di dire che le cosidette droghe leggere non fanno male, sono droghe punto e basta, e danneggiano i nostri figli!!!! Sarebbe ora che tutti prendano una posizione netta e chiara contro l’uso e la distribuzione di ogni tipo di droga.
non è una novità... da anni si sapeva che è più cancerogena di altre droghe, che altera la morfologia dell’encefalo, che crea una dipendenza quasi immediata, che spinge ad atti violenti etc. ogni anno ci sono decine di ricerche volte a trovarne applicazioni terapeutiche invano, mentreinvece gli oppiacei e la cocaina hanno un mare di applicazioni terapeutiche già dimostrate, eppure nessuno fa ricerche su qltre apllicazioni di tali sostanze.