BRAVO,SINDACO A IMPEGNARTI PER I POVERI...NON SIAMO INVECE D’ACCORDO SUL PROGETTO DEL REAL ALBERGO DEI POVERI!
martedì 26 giugno 2012
Il Real Albergo dei Poveri diventerà una sede di accoglienza per i ’disagiati’ della città. Ad annunciarlo il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che sottolinea come ci siano alcuni nuovi progetti per la struttura costruita da Ferdinando Fuga nel ’49 e voluta da Ferdinando III di Borbone. La struttura monumentale in fase di restauro ospitera’ i senza fissa dimora, gli immigrati e i poveri della città, progetto che rientra nel più ampio piano di sostegno ai poveri di Napoli, che vedrà anche 3 nuove mense pubbliche. "Abbiamo subito un notevole taglio ai trasferimenti economici dal Governo e dalla Regione - ha detto de Magistris - nonostante questo abbiamo mantenuto inalterato il bilancio per le Politiche Sociali, nei prossimi giorni presenteremo le novità per Palazzo Fuga e una sarà il centro di accoglienza, che stiamo realizzando con padre Alex Zanotelli".
Quando si prendono decisioni a favore dei deboli e dei poveri non si puo’ che apprezzare. Ma la generosita’,da parte delle Istituzioni, deve per prima cosa essere "nemica" della propaganda. E poi deve essere in grado di mantenere gli impegni presi,per evitare di causare uleriori "povertà".
A nostro avviso destinare l’Albergo dei Poveri a queste finalita’ assume un significato propagandistico perchè questa struttura avrebbe un costo altissimo per la sua gestione e perchè si presta ad altre finalita’,che potrebbero portare introiti al Comune,introti che potrebbero essere destinati ai soggetti piu’ poveri.
Molto bene che il Sindaco si occupi in primis dei soggetti piu’ deboli.
Meno bene percorrere strade non efficai per l’obiettivo che ci si pone e che assumono sapore di propaganda
NPC
Commenti: 11
In questo spazio libero messo a vostra disposizione, avete la possibilità di dire quello che volete, come e quando volete...
Annamaria De Masiha scritto:
martedì 26 giugno 2012 ore 22.59.47
Ma non si doveva fare la cittadella dei giovani?? Mah
Ma san Luigi da San Giacomo, non ha il senso del denaro e dell’imprenditoria che porta ricchezza. Come abbiamo visto per gli allenamenti della coppa America, come vedremo distruggere la rotonda Diaz e lungo mare per un costoso e inutile nuovo mega campo da tennis....Del resto a lui cosa importa delle tasche dei cittadini e se son d’accordo o meno. Qui, non c’è recupero e ristrutturazione, qui c’è sperpero mai visto in tanti anni. La ZTL, davvero credevano che era fatta per ’lo struscio’ a piedi o in bicicletta? Prima cosa ha voragini e buche, meglio nasconderle chiudendo la strada anzichè far lavori di manutenzione ordinaria.Ora vuol fare quest’inutile spesa.Ma, Sergio, dov’è l’opposizione? quella che urlava contro ogni parola di Bassolino e Jervolino? applaude anche ad un ruttino di Giggino???? Almeno Bassolino aveva il progetto ’cittadina dei giovani’ lì.Questo tra un po’ farà alla Napoleone:si auto incoronerà. Che imbarazzo la dittatura ’arancione’.Poteva scegliere un colore più sobrio..
Personalmente pur apprezzando l’impegno verso soggetti più bisognosi, trovo assurdo che una struttura come il cosidetto Albergo dei Poveri possa essere destinato a tale finalità.
Per il rispetto della storia dispiace constatare che la cantonata colossale dell’Ansa non sia stata notata da nessuno. L’Architetto Fuga ebbe incarico di progettare il Real Albergo dei Poveri, volgarmente conosciuto come " ’O serraglio " da Carlo di Borbone, il Sovrano più illuminato che abbia avuto Napoli, più noto come Carlo III, titolo che acquisì quando nel 1859 salì al Trono di Spagna. Ferdinando III magari l’avremmo pure avuto, visti i re Ferdinando I E Ferdinando II, solo se Don Peppino Garibaldi, massone di portata mondiale si fosse fatto i c...avoli suoi!
Il Real Albergo dei Poveri ha tutte le caratteristiche per essere un attrattore turistico culturale e sede della “Città dei giovani” così come si attende da anni. Il successo della mostra “Body worlds” e le rappresentazioni del Napoli Teatro Festival, ospitate nelle sale di questo splendido edificio, ne sono la prova lampante.
Il meritorio progetto del Comune di realizzare una sede per l’accoglienza per i disagiati della città si potrebbe realizzare negli ampissimi spazi dell’ex ospedale Leonardo Bianchi che si trovano a poche centinaia di metri Piazza Carlo III, tuttora inutilizzati e in preda ad un inspiegabile abbandono da oltre trent’anni.
Registriamo purtroppo, che con questa amministrazione non c’è tempo né opportunità di proporre alternative e nemmeno di discutere nel merito di decisioni così importanti che stravolgono lo sviluppo di interi pezzi di città. Cambiare la destinazione d’uso per questa struttura avrebbe dovuto essere oggetto di discussione in consiglio comunale e di concertazione con i residenti attraverso gli organismi della terza Municipalità. Imporre decisioni che arrivano sempre più dall’”alto “che dal “basso” non ci sembra un buon esercizio della tanto professata “democrazia partecipata”.
IL ritorno dell’Albergo dei Poveri alla funzione originaria? Certo, ma bisogna intendersi sul significato di " albergo dei poveri" nella cultura europea settecentesca che produsse fabbriche simili in Europa e in Italia, come l’albergo dei poveri di Genova, Napoli e Palermo, istituzioni che rinnovarono completamente il concetto di "carità" per cui di tanto in tanto si celebravano nelle città le sfilate dei poveri che accettavano le elemosine, di cui vivevano. Il mutamento apportato dagli alberghi dei poveri, fu quello di far superare la tentazione di nascondere i poveri agli occhi della società, rinchiudendoli, ma di riunirli in un’organizzazione in cui fossero curati dalle malattie, educati e formati per il lavoro manifatturiero, come teorizzò Andrea Guerra per l’Albergo di Napoli che doveva essere una "fabbrica urbana" per la lavorazione delle materie prime, lana, seta e altro, provenienti dalle Indie in gran quantità avendo Napoli istituitto la Zona franca del Porto. Nel suo complesso, il piano di reclusione elaborato a Napoli tra il 1740 /42, aveva come fonte d’ispirazione un modello economico non dissimile da quello elaborato in Francia da Colbert, per cercare di aumentare la produttività, concentrando gli operai in grandi industrie. Per approfondire la complessa vicenda degli Alberghi dei Poveri, si può consultare l’interessante pubblicazione, "Il trionfo della miseria - Gli alberghi dei poveri di Genova, Palermo e Napoli" a cura di Andrea Guerra, Elisabetta Molteni, Paolo Nicoloso- Electa, 1995.
bellissimo intervento ... inquadra il fenomeno nella giusta dimensione socio-politica. Quanto avrebbero da dire i documenti del nostro grande Archivio di Stato di Napoli su questo argomento ...
gerardo gerardoha scritto:
mercoledì 27 giugno 2012 ore 9.26.42
Nel mio libro " Dalle case collettive alle unità urbane", con una dotta prefazione di Aldo Rossi Loris, pubblicato dall’ESI nel 1995 e recensito da Aldo Masullo, Gerardo Ragone, Luici Compagna, Michele Serio, Nicola Pagliara, Massimo Pica Ciamarra, Massimo Rosi, Bruno Zevi( e tantissimi altri) , c’è un capitolo dedicato alla Fuggerei di Ausburg del 1515 e al Nyboder di Copehangen del 1630, due piccoli quartieri per le classi povere e laboriose, anticipatrici dell’Albergo dei Poveri napoletano, ancora perfettamente funzionanti dopo mezzo secolo, e dedicato anche alle bèguinages olandesi, alle case per il popolo della Corte Lando di Padova e a quella della Marinarezza di Venezia e a tutte le altre iniziative filantropiche europee;detto questo, non penso affatto che l’Albergo dei Poveri possa oggi essere destinato alla funzine originaria ( Max Vajro ed io abbiamo fatto una proposta intelligente ); ho voluto precisare che l’idea non è del sindaco ma è dell’ Unesco e dell’UE, tutto quì.
gerardo mazziottiha scritto:
martedì 26 giugno 2012 ore 16.47.41
Tra le tante proposte di destinazione dell’Albergo dei Poveri del 1851, formulate nell’arco di una diecina d’anni da Nicola Pagliara, Massimo Rosi, Guido D’Agostino, Cesare Deseta, Paolo Lèon, Raffaele Cercola, Francesco Lucarelli ( padre dell’assessore Alberto) , Jean Noel Schifano, Enrico Cardillo e da Max Vajro e da me ( sono ancora convinto che trasferirvi tutta la statuaria dal Museo Nazionale sarebbe la destinazione più conveniente e più congruente con le grandi altezze degli ambienti), c’è anche quella di Marcello Gigante che ricordò come “ L’Unesco approvò la destinazione del Pauperum Hospitium alle funzioni per cui fu costruito dall’alto ingegno e dall’ umana solidarietà del grande Re Carlo e ridonarlo alla città è un impegno che l’Unione Europea nobilmente persegue (….) Una volta realizzato il costoso restauro la nostra città disporrebbe di un edificio adatto alla soluzione di un problema sociale di enormi proporzioni”. Si vede che, da ex europarlamentare, il sindaco deMagistris è a conoscenza della destinazione voluta dall’Unione Europea. E la preferisce. Si può non essere d’accordo ( e io non lo sono ) ma l’idea di destinarlo ai poveri è dell’Unesco e dell’UE e non di deMagistris.