Il bilancio di previsione per l’esercizio 2012 approvato dal Consiglio comunale di Napoli non è un bilancio “rivoluzionario” e non poteva esserlo. E’ un documento equilibrato, dove non c’è spazio per i sogni, ma si affrontano le mille esigenze dei cittadini con le scarse risorse disponibili.
Rispetto agli esercizi 2010 e 2011 si evidenziano: dal lato delle entrate correnti un incremento della pressione fiscale (resasi necessaria per effetto della riduzione dei trasferimenti centrali); dal lato delle uscite correnti una riduzione di un paio di punti percentuali della spesa per il personale dipendente. Il saldo di parte corrente appare negativo per circa 163 milioni di euro.
“L’incremento del disequilibrio di parte corrente in conto competenza, rispetto a tutti i dati storici ad oggi disponibili, determinato dall’assunzione di maggiori impegni rispetto alle entrate accertate, combinato con la permanente e crescente criticità della disponibilità di cassa, appaiono indicatori che paventano un disequilibrio economico finanziario strutturale e permanente dell’Ente”: sentenzia il collegio dei revisori contabili del Comune.
Il quale evidenzia anche come desta perplessità la circostanza che il rendiconto finale del 2011 non sia stato ancora approvato. Il risultato del 2011 a consuntivo potrebbe infatti essere diverso da quello stimato, con la conseguenza che il citato squilibrio di 163 milioni di euro potrebbe non risultare un domani adeguatamente coperto ( a causa in particolare del fondo svalutazione crediti di dubbia esigibilità per 84 milioni di euro).
Aumentano in modo considerevole le previsioni di gettito dalla riscossione di multe, pari ad 83 milioni di euro, la cui ragionevole certezza di poterle incassare appare tuttavia assai dubbia: peraltro si conferma l’anomalia che l’incasso delle contravvenzioni stradali, che dovrebbero essere voci di carattere straordinario, assumono oramai la veste di entrate ordinarie per finanziare spese di carattere permanente.
Sul fronte delle società partecipate l’ammontare della debitoria complessiva risulta essere non diminuito rispetto agli esercizi passati ed in valore assoluto risulta pari a circa 1,4 miliardi di euro, imputabili al socio Comune di Napoli per la quasi totalità.
Un bilancio difficile, dove i margini di manovra sono strettissimi. Rivoluzionare l’assetto del quale non è impresa semplice ed infatti assistiamo, per molti aspetti, ad una sostanziale continuità rispetto agli esercizi precedenti.
Delle difficoltà strutturali si rende conto il nostro Sindaco in quale finalmente ammette: “noi non riusciremo a coprire le buche, a sistemare i giardini e fare le altre cose, perché per alcune cose ci vogliono anche i soldi”. Il quale però subito dopo torna a volare alto ed all’auto-esaltazione: “noi abbiamo sostanzialmente fatto nel nostro piccolo quello che avrebbe dovuto fare il Governo: la tassa sui grandi patrimoni, la progressività, la distribuzione delle risorse, l’uguaglianza sociale”. Ma dov’è la tassa sui grandi patrimoni? Questa rivoluzione francamente noi non la vediamo.
E’ stato svolto un lavoro serio, senza tuttavia intaccare alcun nodo strutturale. Forse è il momento di iniziare a dialogare non soltanto con i vertici delle istituzioni locali, ma anche con il Governo Monti . Occorre avere coscienza tutti insieme che l’ente Comune per risanare il proprio bilancio (e quindi noi cittadini per risanare la nostra città) abbiamo bisogno di aiuti esterni: sia da Roma, sia da tutti i soggetti (pubblici e privati) disposti ad investire in un progetto serio di rilancio del territorio. La maggioranza perde pezzi, la città riconquista forse immagine ma continua a non creare sviluppo e lavoro. Un chiarimento politico strategico in grado di rivoluzionare davvero il bilancio preventivo almeno per il 2013 è assolutamente indispensabile. L’alternativa, tra un anno o anche prima, potrebbe essere solo il dissesto.
la repubblica napoli
Commenti: 2
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Salvatore Espositoha scritto:
martedì 26 giugno 2012 ore 20.36.01
è importante che De Gregorio sottolinei la serietà e l’equilibrio che contraddistinguono il Bilancio del Comune. Meglio tardi che mai!