Vesuvio,Campi Flegrei,Marsili...siamo adagiati su di una polveriera sismica...gli allarmi di uno scienziato
venerdì 22 giugno 2012
Rischio Campi Flegrei: «La loro attività silente più pericolosa del Vesuvio»
L’accademico del Lincei: «Gli indizi d’attività restano segreti, per evitare allarmi. Tra Campania, Calabria e Sicilia, un vulcano colossale e insidioso sotto il mare»
L’attività e il rischio vulcani al centro della cerimonia di chiusura dell’anno dell’Accademia dei Lincei. In Italia ci sono vulcani inattivi ma non estinti che rappresentano un pericolo ancor più grande del Vesuvio. Lo dice l’accademico del Lincei Annibale Mottana: «Pensiamo ai Colli Albani a un passo da Roma - ha detto nel suo intervento per la cerimonia di chiusura dell’Anno Accademico dell’Accademia dei Lincei - vulcani inattivi da alcuni millenni ma non estinti: saltuarie esalazioni di anidride carbonica ci avvisano che qualcosa sta maturando in profondità. Oppure pensiamo ai Campi Flegrei - ha aggiunto - vicinissimi a Napoli, che hanno eruttato nel 1580 e che di tanto in tanto ancora segnalano la loro energia con assestamenti locali del suolo. Si tratta di indizi d’attività vulcanica che «al momento passano sotto silenzio, con la motivazione di evitare allarmi nelle popolazioni.
PERICOLO MAREMOTO DALLA CAMPANIA ALLA SICILIA - «E i Marsili? - continua l’accademico - Dubito addirittura che molti siano a conoscenza che sul fondale del Mar Tirreno, equidistante tra Campania, Calabria e Sicilia, si eleva un vulcano colossale alto 3000 m e con la cima a 450 m sotto il livello del mare, che ha manifestato la sua attività ancora nel marzo del 2011». «È un vulcano costruito in gran parte di rocce friabili che franano continuamente e che, in un crollo di massa, possono creare un pauroso maremoto esteso dal Lazio alla Sicilia. Con quali conseguenze? Una tale previsione è scientificamente impossibile: sappiamo bene che ci furono maremoti nel Tirreno, purtroppo, ma quanto sappiamo di scientificamente documentato risale ancora al caso di Messina del 1908: allora i morti furono più di 80.000».
CORMEZ
Commenti: 1
In questo spazio libero messo a vostra disposizione, avete la possibilità di dire quello che volete, come e quando volete...
gerardo mazziottiha scritto:
venerdì 22 giugno 2012 ore 17.21.18
per piacere, la smettano questi scienziati di allarmare la gente e smettetela anche voi di fare da cassa di risonanza ! lo sappiamo da millenni che tra il vesuvio e i campi flegrei c’è una polveriera in grado di mandarci all’altro mondo nel caso dovesse esplodere; anche i giapponesi, gli iraniani, i greci, i turchi, i californiani, i californiani, i sudamericani e altri popoli di questa Terra pericolosa... sanno di vivere in paesi a fortissimo rischio sismico ma non per questo vivono in perenne angoscia: con i terremoti, i maremoti e gli aeromoti si convive; e così facciamo noi napoletani da millenni.
Bravo Mazziotti, smettiamola di divulgare sempre queste notizie che creano solo preoccupazione ed ansie, ma sappiamo tutti che niente possiamo fare, anche perchè niente c’è da fare, dovremmo abbndonare Napoli e l’Italia?, allora pensiamo a cose più serie e proficue.
antonio marfella : APPELLO ALLha scritto:
venerdì 22 giugno 2012 ore 23.57.04
prufesso....pero’ solo i napoletani sono capaci di costruire alberghi a 5 stelle sotto il cono dell’ultima eruzione in zona ultrarossa e parcheggiare in tripla fila nelle strettissime strade di fuga di tutti i paesi vesuviani.....napoli si svuota...ma si riempe la zona vesuviana!!! ormai sono aorte 2 milioni di persone!!! non esiste1