ECCO PERCHE’ A QUESTO PUNTO, AL FORUM DELLE CULTURE PREFERIAMO UNA...SIRENA. LA PROPOSTA DI NAPOLIPUNTOACAPO SULL’UTILIZZO DEI FONDI DEL FORUM DELLE CULTURE
sabato 16 giugno 2012
Da tempo,oramai anni,l’associazione civica Napolipuntoacapo ha cercato di essere in prima linea nel confronto con l’Amministrazione Comunale sul Forum delle Culture.
Siamo stati inefficaci sia con la precedente ammnistrazione( anche se nelle ultime settimane del suo mandato ,l’assessore Comunale Belfiore comincio’ a recepire alcune nostre proposte di metodo) sia con l’attuale.
Un vero e proprio muro che ,ad oggi, ha escluso nell’informazione,nel confronto,nella possibilita’ di presentare proposte i veri protagonisti della manifestazione: i cittadini.
Da qualche tempo, la nostra posizone è mutata ,in considerazione dell’oramai avvicInarsi della data della manifestazione e dell’evidente assoluta disorganizzazione attuale.
Siamo straconvinti che gli euro che saranno spesi si polverizzeranno in quell’effimero,che appare purtroppo una costante in questa città.
Per tale ragione,da settimane,chiediamo l’annullamento del Forum delle Culture.
La nostra proposta della destinazione alternativa delle risorse programmate va nella direzione opposta all’effimero e impatta sul lavoro,sull’occupazione,sulla sicurezza e sul recupero urbanistico della citta’.
Destiniamo questi fondi al rilancio immediato della Societa’ Sirena,societa’ che negli anni scorsi è stata protagonista di un concreto piano di ristrutturazuone degli edifici del Centro Storico.Società con competenze mirate e specifiche,capaci di realizzare lavori specialistici.Societa’ che purtroppo da qualche anno è in agonia,senza fondi, nonostante la sua mission "concreta" e i risultati ottenuti "tangibili".
Con 15 milioni di euro finanziando un nuovo bando per Sirena si potrebbero attivare 30 milioni di investimenti pubblico/ privato immediati e di qualità
Oltre 220 CANTIERI APERTI nel giro di un anno dalla erogazione dei fondi per ristruttrare palazzi di pregio situati in aree quasi sempre degradate con conseguente riqualificazione urbanistica
E si potrebbe allargare gli inerventi anche in relazione alla "sicurezza sismica",priorita’ assoluta in considerazione della natura del nostro territorio.
Lavoro,occupazione,sicurezza,recupero urbanistico. Con uno strumento gia’ esistente. Perchè il Comune e la Regione preferiscono i convegni,i dibattiti pseudo-culturali,l’effimero? Napoli non se lo puo’ permettere. Invece dell’effimero..preferiamo una Sirena..
npc
Commenti: 5
In questo spazio libero messo a vostra disposizione, avete la possibilità di dire quello che volete, come e quando volete...
Geppinoha scritto:
domenica 17 giugno 2012 ore 8.03.58
Come spesso accade, il giusto dovrebbe essere nel mezzo o meglio nel centro di ciò che qui hanno affermato Mariano D’Antonio che vede i risvolti economici dell’attività Sirena, Gerardo Mazziotti che propende per interventi più complessi a scala urbanistica, con la rivitalizzazione del tessuto sociale circostante e Isabella Guarini che propone di allargare gli interventi Sirena a pezzi di centro storico, operando una serie di piani di recupero. A parere del sottoscritto, chi deve decidere deve farlo, non solo in quest’ambto ma anche altrove, mantenendo come obiettivo il bene della città. Il fermento culturale ed imprenditoriale che potrebbe nascere da Sirena è certamente meglio della calma piatta di questo periodo, nel quale sono riusciti a navigare solo i catamarani, per la loro particolare struttura .
Condivido il pensiero di Mariano D’Antonio sul Progetto Sirena, per gliinterventi sui singoliedificim del centro storico.., che possono benissimo essere oggetto d’interventi di amnutenzione da parte dei condominii, come consentono la norme d’attuazione del centro storico delimitato dalla variante generale al prg vigente. Tuttavia, c’è un difetto che gli interventi sono troppo sparsi sul territorio per cui il decoro urbano si disperde. Invece, sarerbbe opportuno individuare piccole aree in cui concentrare, o indirizzare, gli interventi coordinando anche quelli sugli spazi pubblici, quasi delle piccole zone di recupero, specialmente intorno alle piazze, o per tratti contigui di strada.
Su Repubblica del 17 febbraio 2006 Giulio Pane ed io abbiamo denunciato i limiti tecnici e culturali del progetto “Sirena” che ha sprecato milioni di euro per finanziare il “maquillage” di fabbricati senza preoccuparsi minimamente degli aspetti statici e impiantistici. Che sono rimasti deficitari. Perciò proponevamo lo scioglimento di questa inutile società partecipata. Porto opinione che se, grazie a un intervento magico, tutti gli edifici e i complessi di interesse artistico di un centro storico fossero improvvisamente riportati al loro originario splendore dalla sera alla mattina commetteremmo un errore madornale se ritenessimo di avere così risolta tutta la problematica di queste parti privilegiate delle città. Perché occorrono interventi progettuali di scala e di natura ben diversi da quelli del mero restauro filologico. Men che meno degli interventi di “maquillage”. I centri storici sono costituiti non solamente dagli edifici e dai complessi d’interesse storico e artistico, ma anche dalle presenze umane, con tutto il loro carico di problemi esistenziali. Perciò condivido la tesi secondo cui è necessario attuare tutti gli interventi di carattere tecnico volti al recupero degli edifici, delle strade e delle piazze, e , nel contempo, gli interventi finalizzati alla “rivitalizzazione” del tessuto sociale. Condizione essenziale per evitare il riformarsi del processo di degrado. La vostra proposta mi trova su una posizione nettamente contraria. La “Sirena” va sciolta. Altro che affidarle altri milioni di euro.
Ovviamente rispettiamo la tua opinione.Rimaniamo dell’idea che rispetto all’importo di cui parliamo(15 miloni di euro) Sirena sarebbe il mezzo di attivare immediatamente lavoro, occupazione e primi interventi di sicurezza.Non risolvendo ovviamente il problema complessivo del Centro Storico ma "operando" e non "convegnando"
gerardo mazziottiha scritto:
sabato 16 giugno 2012 ore 13.31.28
mi pare opportuno ricordare che sul ROMA del 1° dicembre 2011 ho scritto che, a proposito di "cultura", è urgente che la Giunta regionale salvi dal degrado i 300mila volumi della biblioteca dell’ Istituto Italiano per gli Studi Filosofici piuttosto che sprecare milioni di euro per il Forum delle Culture;oppure per gli INUTILI interventi di una società partecipata INUTILE come la Sirena; mi consola il pensiero che sullo scioglimento della Sirena concorda Carlo Iannello, presidente della commissione urbanistica comunale; una domanda finale: che ci stanno a fare i tecnici comunali del dipartimento urbanistico e del dipartimento ambiente, numerosi e ben pagati, se per "pittare" alcuni edifici dentro e fuori il centro storico si deve tenere in vita una società partecipata ?
Non c’è limite alla cecità POLITICA. Abbiamo incontrato i vertici del progetto SIRENA in API, siamo stati noi i primi a chiedere maggiori incentivi per l’adeguamento degli immobili al protocollo ITACA ed all’Adeguamento sismico, prima che accadesse il disastro EMILIANO. Incentivare l’adeguamento sismico dei fabbricati, soprattutto nel centro storico della città dovrebbe essere OBBLIGATORIO visti i disastri accaduti in zone molto meno addensate della Pianura Modenese. Le ricadute sociali sarebbero INCALCOLABILI; anche con l’adeguamento energetico si avrebbe ricadute sociali in termini di FER (Fabbisogno Energetico Regionale), ma la POLITICA locale, pensa SEMPRE E SOLTANTO all’Effimero: non oso pensare a cosa accadrebbe se dovesse ritornare un SISMA come quello dell’ottanta.
Ho seguito negli anni la gestione del Progetto Sirena e ne ho apprezzato i risultati dalla selezione delle imprese ammesse ai lavori, ai bandi, alla scelta dei beneficiari, alla conclusione delle opere finanziate, risultati tutti tecnicamente pregevoli, di buon livello, efficaci. Il rifinanziamento e il rilancio del Progetto Sirena sarebbero misure necessarie soprattutto in questa fase di flessione dell’edilizia a Napoli dove le piccole imprese mancano di occasioni di lavoro e sono costrette a ridimensionare gli organici. Piuttosto che inseguire la chimera delle grandi opere pubbliche (per le quali mancano i fondi) e che se pur si avviassero avrebbero effetti di lungo periodo, scarsamente anticiclici, le amministrazioni pubbliche, Comune di Napoli e Regione Campania, farebbero bene a privilegiare interventi di più modesta e accessibile dimensione finanziaria come appunto è il Progetto Sirena. Ne verrebbe un impulso immediato, tangibile, all’economia locale.